L'Associazione W.P.O. (Waterpolo Player Organization) è stata fondata da Tony Azevedo a Barcellona, alla vigilia dei Campionati del mondo del 2013. In quell'occasione durante una conferenza stampa tenutasi sempre nella città catalana, Azevedo con il contributo fondamentale di Felipe Perrone, Christos Afroudakis, George Reppas ed altri giocatori presenti, spiegarono le finalità di WPO che come associazione globale di giocatori di pallanuoto mira a tutelare a livello mondiale i loro diritti.
Tutela che è a livello legale, se si pensa alle insolvenze delle società, alla violazione dei contratti fra i vari club, tutela a livello morale e "materiale" in presenza di infortuni o alla possibilità di poter studiare e lavorare al termine della carriera pallanuotistica.
Sono passati oggi quattro anni e siamo vicino ai Mondiali di Budapest: WPO ha avuto un riconoscimento importante dinanzi alle istituzioni dell'Unione Europea, avendo accesso ai fondi che la stessa riserva alle associazioni di giocatori che educano i propri aderenti all'integrità dello sport e contro le combine, il Match Fixing.

Doverosa presentazione della W.P.O. perchè quest'oggi a Recco, atleti e dirigenti della Pro Recco e di altre società, si sono dimostrati sensibili a questa iniziativa ed hanno incontrato l'Avvocato Alessandro Oliverio, che ha illustrato loro  programmi e aspetti di questa iniziativa. Incontro senza dubbio positivo, che ha calamitato l'attenzione dei presenti, sopratutto per aver appreso il modus operandi di approccio dei "poco di buono" che violano le leggi dello sport ed organizzano combine.
Durante l'incontro, l'Avv. Oliviero (ricordiamo ex atleta di pallanuoto che oggi cura gli aspetti legali della WPO), si è parlato anche degli sviluppi e delle prossime strategie della WPO, che a Budapest, prima e durante i mondiali, cercherà di finalizzare il problema del budget, ossia del finanziamento della stessa organizzazione, che fino ad oggi si è basata solo sui contributi dei soci e fondatori.
Diverse le tematiche affrontate: diversificare lo sfruttamento dei diritti d'immagine degli atleti, oppure l'acquisizione di un patner commerciale che "sponsorizzi" l'associazione stessa, ed infine di stringere accordi di collaborazione con società di abbigliamento per imprimere il marchio WPO per esempio sui costumi per avere una royalty sui ricavati.
Una tematica importante per WPO sopratutto per proseguire su una strada che ne possa incrementare la crescita.

19 / 04/ 17

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