Autore

Certamente non deve essere un magazine a suggerire ad un'organizzazione come la LEN cosa deve fare per migliorare una sua competizione. E', semmai, nostro compito evidenziare cosa palesemente non abbia funzionato. In un ottica costruttiva e non critica, anche perchè "sparare" sulla Croce Rossa, cosa ormai risaputa, è facile, molto facile.

LEN. Voto: 5
Assordante l'assenza del suo Presidente, Paolo Barelli (presenti "solo" il padrone di casa, Fernando Carpena Pérez e Aleksandar Sostar) che alla prima finale di un torneo da lui fortemente voluto, non s'è visto. Si è sempre criticata la presenza del carrozzone di dirigenti "vacanzieri" a certe manifestazioni internazionali. Ma in questo caso (forse non siamo d'estate?) sarebbe stata più che opportuna la presenza del numero uno d'Europa all'assegnazione della prima Europa Cup.

Women Europa Cup. Voto: 6 (di stima)
La manifestazione in se' per se' è valida. Anche se riempie ancor di più il calendario internazionale. Crediamo che però abbia mancato al suo fine principale: portare in finale quelle nazioni che seppur di seconda fascia, hanno i numeri per far crescere il movimento nei loro paesi. In pratica alla Final Six si sono viste le migliori formazioni femminili del mondo (certo mancavano USA, Australia e forse Cina!) ma nazioni come Francia, Kazakhistan e le nascenti balcaniche avrebbero meritato di avere un pò più di spazio. Formula, quindi, da ripensare.

La location. Voto: 4
In Galizia il movimento pallanuotistico non è eccelso. Non ci sono squadre di club a livello nazionale. C'è un certo movimento ma è come se si parlasse di Serie C. Quindi la pallanuoto non è uno sport eccessivamente diffuso. L'Europa Cup, in questa sua fase "emergente", ha bisogno di sfondare, prima di diventare veicolo di divulgazione capillare. Ecco dunque spiegati i larghi, larghissimi vuoti in piscina, e perfino quando ha giocato la Spagna non c'è stato il pienone. Anche se a Pontevedra l'impianto si guadagna un voto superiore alla sufficienza.

Immagini. Voto: 5
Non certamente all'altezza di altre prodotte dalla LEN. Per giunta con l'audio, anche se di sottofondo, azzerato. Un commento, anche se in spagnolo sarebbe stato quanto meno gradito. Le voci dei tecnici, durante time-out e intervalli di tempo, poco alternate. Sfugge il perchè durante Italia-Ungheria, la panchina magiara abbia avuto una prevalenza quasi totale su quella azzurra. Forse la gestione della comunicazione è stata un pò troppo di "parte"?

Arbitraggi. Voto: 5
Non siamo dei tecnici, ma alcune scelte non sono state di "prima" fascia (vedi Grecia e Spagna). In Europa c'è decisamente di meglio e se le scelte sono state propedeutiche alla crescita di arbitri emergenti, forse la manifestazione non era la scuola adatta.

 

27 / 03/ 18