Giornate piene per i campioni del mondo: c’è chi, glissando tutto e tutti, si rifugia in spiaggia o gira il mondo, c’è chi, invece, passa da una redazione ad un’altra per raccontare emozioni e felicità dopo la vittoria. Potevamo mancare a questo appuntamento? Certamente no ed abbiamo così sorpreso in auto in giro per Napoli,  Vincenzo Renzuto appena uscito dal quotidiano Il Mattino di Napoli in compagnia del Suo grande amico Tommy Negri.
Cosa state facendo ? (tipica domanda del cronista curioso, ndc) L’esordio è da napoletano purosangue: uè comm staì? E così,  ci racconta che dopo aver accompagnato Tommy a firmare il rinnovo del contratto con il Posillipo, è stato invitato dal Mattino. E’ in auto, e attraverso il viva voce, le telefonata è di quelle …...da non dimenticare!

Tant’è che il richiamo della Liguria si materializza anche frequentando un genovese doc, come Negri. Ecco ci racconti un po' la sua vita da “emigrato” al nord.
Beh la prima esperienza è stata a Dubrovnik, anche se non è proprio nord.  A Recco? Fantastico. Rapporto eccezionale con la gente, mi sto trovando benissimo. Non credevo, visto che si parla dei liguri come di gente chiusa. Assolutamente: addirittura mi sono trasferito con la mia fidanzata e spero di restarci il più possibile.

Cose le è rimasto dentro di questa avventura coreana?
Un ricordo indelebile. Siamo partiti pensando di non fare questo risultato. Poi giorno dopo giorno la consapevolezza è cresciuta fino al trionfo finale. Che dire: un’emozione unica, indimenticabile. Peccato solo che eravamo a 9mila chilometri da casa.

Dopo otto anni di Posillipo ha scelto l’estero, e che estero. Poi la decisione di rientrare. Al Recco però. Quanto ha influito questa esperienza sulla sua vita da atleta?
Senza dubbio mi ha aiutato a crescere, innanzitutto perché è stato il mio primo anno “fuori Napoli”, e poi perché ho scoperto una cultura dello sport diversa. In Croazia non esiste solo il calcio: tutti gli sport sono valorizzati, in primis la pallanuoto. Un’esperienza importante.

Con questa rivoluzione normativa, quel tipo di pallanuoto “pesante” praticata da serbi, croati e montenegrini va a scomparire. E’un punto a nostro favore o presto anche loro si adegueranno?
Certamente le squadre più veloci e più tecniche, come Italia, Spagna e anche Ungheria, sono state agevolate. Però credo che una volta che si saranno adattate resteranno sempre le formazioni slave, Serbia senza dubbio, quelle da battere. Noi penso avremmo ancora dei margini di miglioramento se pensiamo alle nostre caratteristiche come velocità, tecnica e perché no anche la fantasia. Sono fiducioso sopratutto pensando al prossimo anno olimpico.

Lei è un difensore, ruolo che è più nell’occhio del ciclone. Come si è trovato?
Certamente il gioco si è velocizzato, è più spettacolare. L’unica cosa che non mi trova molto concorde sono le troppe espulsioni, sia a favore che contro. Alle volte sono fischiate con troppa facilità, vengono favoriti troppo gli attaccanti. Certamente si stava andando verso una pallanuoto troppo fisica, pesante. Credo si debba trovare una giusta misura, perché è importante la tecnica, la spettacolarità, lo spunto individuale. Ma con così tante espulsioni alle Olimpiadi, dove giocheremmo in undici, c’è il rischio di finire le partite con cinque o sei giocatori in panchina. So dovrà trovare credo un giusto compromesso.

Come vede il futuro prossimo?
La stagione che arriverà sarà molto intensa, anche se ci siamo tolti un peso essendo qualificati per Tokyo. Sarà un anno molto lungo e faticoso, ma dobbiamo ricordarci che siamo campioni del mondo e le altre squadre ci temeranno. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia ed impegnarci sempre al massimo per migliorarci sempre più.

Quanto le manca Napoli?
Adesso non mi manca, ci sono! (grossa risata). Certamente Recco non è Napoli. Ma fortunatamente grazie alle trasferte ho l’opportunità di respirare ogni tanto l’aria di casa. E quest’anno ci sarà anche il Salerno. Peccato solo che la pallanuoto a Napoli stia soffrendo. E’ triste non vedere più quella sana “rivalità” fra le formazioni napoletane e le altre. E la crisi sembra non avere fine.

Ed a questo punto della telefonata irrompe la voce del deus ex machina del Posillipo: il simpaticissimo Gianni Grieco, in salomonico silenzio fino ad ora, annuncia l’intervista appena fatta al “Mattino”.
Tattica o fantasia squisitamente napoletana?

01 / 08/ 19

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