Capace di agire subito e nel migliore dei modi, senza lasciarsi prendere dall’emozione. In due semplici parole ha dimostrato di possedere “sangue freddo”. Ma non solo. Giulia Viacava pallanuotista componente della Nazionale italiana femminile di pallanuotgo che ha preso parte ai Mondiali di Gwangju, in Corea, ha dato prova, in occasione del cedimento di una balconata sospesa all’interno di una discoteca, il Coyote Uglv, avvenuta attorno alle 2 e 30 di sabato (crollo che ha causato la morte di due persone ed il ferimento di una trentina di avventori), anche una straordinaria capacità professionale che l’ha portata, pur consapevole del rischio che stava correndo, ad aiutare gli altri, coloro che, feriti, necessitavano di un primo intervento.

«Ho udito un boato sordo e poi un gran polverone. Contemporaneamente grida, di dolore e di paura. Non ci ho messo molto a capire quello che era accaduto –racconta l’azzurra, laureatasi lo scorso anno in scienze infermieristiche a Genova dove vive coi genitori: papà medico e mamma infermiera– quell’instabile loggione sospeso due metri e mezzo sopra di noi era appena venuto giù trascinando con sé decine di ragazzi che stavano ballando là sopra. Ho subito cercato Izabella (Chiappini, l’italo-brasiliana, compagna di squadra con la quale Giulia Viacava aveva deciso di prendere parte alla festa) era sotto choc, ma sana e salva. Insieme ci siamo riparate dalla calca che stava guadagnando l’uscita. In quel frangente ho temuto di finire travolta. Non nascondo di avere avuto paura. Sempre con Izabella al mio fianco (non ci siamo perse di vista un attimo), mi sono avvicinata ad una ragazza che è risultata poi essere la 27enne pallanuotista americana Kaleigh Gilchrist che aveva subito danni ad una gamba: un taglio profondo all’altezza del polpaccio. Ho pulito la ferita e tamponato l’emorragia. Poi sono arrivati i soccorsi. Assieme ad Izabella abbiamo poi accompagnato al centro medico del villaggio un nuotatore brasiliano che aveva riportato alcune escoriazioni ad una spalla. Anche in questo caso avevo provveduto a disinfettare la ferita e applicare una fasciatura con quello che avevo a disposizione. Non dimenticherò quello che è accaduto. E’ stato traumatico. Ogni ora che passa mi convinco tuttavia sempre di più che cose del genere possono accadere solo dove non esistono misure di prevenzione. E la Corea del Sud, pur nazione avanzata a livello tecnologico deve aver per forza lasciato indietro questo importante concetto».
 
Rientrata in Italia, Giulia Viacava ha riabbracciato i suoi cari.
«E’ stato un momento commovente. Solo mentre mi stringevo a mamma e papà ho compreso quanta forte sia stata la loro preoccupazione. Tornata a Genova la cosa più bella è stata ritrovare loro ed il mio letto, per riposare».

Lasciatasi alle spalle gli impegni con la Nazionale con la quale ha centrato il sesto posto ai Mondiali.
«Un risultato ben al di sotto delle nostre aspettative» conferma lei stessa; in attesa di tornare ad affrontare gli impegni di campionato (dalla prossima stagione Giulia Viacava giocherà in forza all’Orizzonte Catania, squadra campione d’Italia) ed accantonate le avventure extra pallanuotistiche la quasi 25enne Giulia Viacava (compirà gli anni il prossimo primo settembre) pensa solo alle vacanze.

«La squadra è pronta –conferma– la prossima settimana con Silvia Avegno, Chiara Tabani e Giuditta Galardi faremo rotta per la Sardegna. Non so loro, ma io non vedo l’ora di essere già là». 

28 / 07/ 19

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