Dai 25 metri di vasche da ridurre ai 30 centimetri di virtù artistica, come cantano Elio e le Storie Tese in "John Holmes". Dal contestato cambio delle regole internazionali a misure più indecenti ma incredibilmente fruttuose.
Il Varese Master Team nasce nel 2013: "una vera e propria squadra amatoriale over 18 che milita nel campionato interregionale Libertas - PallaNuotoItalia allenandosi due sere a settimana nella storica piscina Fausto Fabiano di Varese" - così recita la loro pagina Facebook - inizialmente solo sparring partner delle ragazze della Pallanuoto Varese Olona che si batte con onore in serie A2, poi partita dopo partita, cambio dopo cambio la formazione cresce, con essa le ambizioni e naturalmente pure i costi.
I ragazzi lombardi però hanno inventiva e spirito abbastanza aperto per trovare la via per uscire da una crisi finanziario-tecnica che minacciava la stessa esistenza del sodalizio. Prima provano a autofinanziarsi con un calendario "divertente", che propone come piatto forte una foto della squadra dove gli atleti che non indossano il costume e che coprono quello che c'è da coprire con un pallone da pallanuoto.
Per essere subito chiari: i palloni di misura cinque nascondono più di quanto non facciano gli slip da gara, eppure l' istantanea fa scandalo. La stessa foto sarà decisiva lo scorso febbraio quando PornHub, il portale di siti pornografici leader nel settore che da anni fa da traino all'intera industria del Web (anche se in molti fanno finta di non saperlo) lancia un concorso in Italia: assegnerà una generosa cifra a chi si accetterà il suo marchio come main sponsor.
Invece di sollevare un uragano di proteste, sono oltre 1000 le richieste che pervengono alla commissione di controllo.
Il Varese Master Team vince inviando una spiritosa richiesta corredata delle foto del famoso calendario. L'altro club italiano a farcela è la squadra di calcio femminile Champions Feague.
Da dieci mesi il sodalizio sulle rive del Lago non ha più pace: nelle prime settimane la notizia fa il giro della provincia, molte battute, tanti sorrisi e sorrisetti ma in poco tempo gli applausi sovrastano i (pochi ) contestatori. Le famiglie degli atleti sono favorevolissime alla idea, i soldi arrivati non solo coprono i bisogni ma fanno volare la squadra che arriva seconda nel suo girone e per un soffio non entra nella finalissima nazionale.
E il giro del passaparola moltiplica i guadagni: in tanti tra avversari e chi viene a conoscenza della sponsorizzazione vogliono le magliette e i borsoni della squadra, tutti in nero e giallo, i colori dello sponsor che campeggia con il suo marchio bene in vista. In estate ci si lancia nella produzione di costumi e calottine personalizzate, sempre con colori e nomi dello sponsor in evidenza.
A Varese fanno sapere di essere sommersi dalle richieste di informazioni e di avere oltre 100 prenotazioni. Insomma il merchandising spopola, con diversi altri team che hanno incontrato il Varese che si testimonial pubblicitari del costume e delle calottine oramai diventate un must. Con un simile sostegno il team si appresta a esordire nel nuovo torneo PNI con fondate ambizioni di vittoria finale.
Una storia che fa sorridere eppure che dovrebbe anche far riflettere: se si pensa fuori dagli schemi, se non si ha paura del nuovo, anche la polverosa e arrancante pallanuoto è in grado di vendersi e di vendere.
In fin dei conti i sei inglesi di Full Monthy avevano dei fisici cosi-così', volete mettere quelli dei "tritoni delle piscine"!

Nella foto (tratta dalla pagina Facebook del Varese Master Team) gli atleti, i dirigenti e i sostenitori

24 / 10/ 16