Nessuna rivale nel campionato italiano, dominio totale su scudetto e Coppa Italia, serie di vittorie consecutive da record. Unica nota dolente la Champions League: da tre anni arriva al soglio del trono continentale e puntualmente viene beffata da una rivale, a volte la più pronosticata, a volte l’outsider di turno.
Alt, non stiamo parlando della Juventus ma della Pro Recco che come il top club calcistico sconta con le amarezze europee i trionfi in serie su scala nazionale. Impressionanti le analogie, dall’avere alle spalle una proprietà forte, con mezzi finanziari notevoli, sino al fatto che entrambe siano da sempre le società di riferimento nella loro disciplina. Il cerchio si chiude nell’apprendere che il presidente dei biancocelesti Maurizio Felugo è tifoso della Vecchia Signora, in ottimi rapporti con i vertici bianconeri, ammiratore e dichiarato del ‘modello Juve’. E che proprio dall’avere introdotto nella pallanuoto nuovi concetti in gran parte mutuati da una osservazione ravvicinata delle politiche aziendali juventine trae le maggiori soddisfazioni.

Le finalissime alla Sciorba
La Final Eight di Genova è stata una cocente delusione dal punto di vista agonistico (per il patron Gabriele Volpi, e la maggior parte dei tifosi, arrivare secondi è una sconfitta…), è invece stata un travolgente e per certi versi inatteso successo sotto il punto dell’immagine, con una visibilità importante, un’organizzazione unanimemente lodata e persino un ritorno finanziario più che soddisfacente. I tre giorni alla piscina Sciorba sono stati l’epitome di ciò che Felugo insegue: una gestione del club più adatta alla realtà attuale, dinamica, propositiva, attenta ai nuovi mezzi di comunicazione, decisa ad avvalersi delle tecniche di marketing per farsi conoscere, acquisire visibilità e, perché no, fare cassa, con un occhio all’ottimizzazione delle risorse e alla quadratura del bilancio. Una filosofia gestionale ispirata da quella che ha permesso alla Juventus di tornare al top e di rimanerci per un periodo insolitamente lungo.

L’idea dietro il progetto Final Eight era di smentire una volta per tutte che la pallanuoto non fosse una sport televisivo: oramai o vai in onda da qualche parte, che sia digitale, satellite o internet, o non sei. La Pro Recco di Felugo ha trattato e alla fine strappato un sì (e non era scontato) al potente broadcaster internazionale. Che una volta coinvolto ha offerto una ‘copertura’ informativa all’altezza della situazione.

Tutte le partite della Pro Recco più una scelta delle altre gare in diretta al pomeriggio e alla sera sui suoi canali sportivi, ripresa con decine di telecamere, sopra e sotto il pelo dell’acqua, illuminazione del campo di gioco (uno dei talloni d’Achille in quasi tutte le piscine del mondo) ottima. La telecronaca affidata alle migliori voci del calcio, un po’ a disagio all’inizio ma via via che si sono ambientate e hanno fatto la differenza. Aiutata da un commento, dettagliato e allo stesso tempo molto diretto, del C.T. azzurro Sandro Campagna. A essere onesti il prodotto confezionato da Sky è apparso di gran lunga superiore a quello che Mamma Rai aveva interrotto in maniera brutale due anni fa. Da allora ci si è arrangiati con le trasmissioni in differita (spezzoni ridicoli) o in streaming a cura delle società (meglio stendere un pietoso velo).

Il bilancio
Il ritorno sotto i riflettori ha smentito che la waterpolo non faccia ascolti. Le tre gare del Recco hanno totalizzato 90mila contatti. Per il derby nei quarti con il Brescia 21mila spettatori, la semifinale con lo Jug 26mila, la finalissima con l’Olympiakos pur dovendosi confrontare con le qualifiche del GP di Formula 1 ha sintonizzato 23mila televisori sul match di Genova. Stiamo parlando di una PayTv che ha nel calcio di serie A il suo piatto forte. E quindi il confronto si deve fare su una giornata di campionato: la pallanuoto della Champions League ha avuto gli stessi numeri di una partita di medio interesse alle ore 15 di domenica: prendiamo come riferimento la 28 giornata dello scorso 11 marzo, Crotone-Samp fu seguita da 23mila spettatori, Spal-Sassuolo da 22 mila.

Da Sky pollice alzato: lo share superiore a quello del golf, in scia di quelli del tennis e del basket, ha convinto i capi del network che questo matrimonio si possa rifare. Felugo pensa alla rivincita in acqua, il prossimo anno in Germania ma anche al già deciso ritorno a Genova per la Final Eight del 2020.
In questa prima esperienza ha dovuto ‘virare’ sulla Sciorba perché Albaro non aveva i necessari permessi e non rispondeva alle severe norme di agibilità. Il complesso natatorio della Val Bisagno ha respinto l’etichetta di ‘ripiego’ aprendosi al pubblico sotto il cielo stellato della Superba.

Duemila biglietti staccati per ciascuna delle prime due giornate, sold out sabato 9 giugno per le finali: 2500 appassionati giunti da tutta Europa sugli spalti, un colpo d’occhio che ha reso ancora più avvincente lo spettacolo in acqua e restituito un’immagine vincente della pallanuoto come non accadeva da tempo. Grazie anche all’opera di decine di volontari che la Pro Recco è riuscita a mobilitare. Un impegno imponente e neppure una sbavatura. Nessuno ha potuto attaccarsi ad alcunché. In un ambiente di ‘criticatutto’ quale è quello della pallanuoto se non è un prodigio ci manca poco. E’ mancata la ciliegina della nona Coppa Campioni da mettere nella bacheca di Punta Sant’Anna ma la torta è stata egualmente parecchio gustosa, leggera e nutriente per chi ama questo meraviglioso sport, indigesta solo per i soliti corvi. (da Piazza Levante)

 

09 / 07/ 18

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