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«È stato un anno molto intenso, difficile. Il prossimo non sarà da meno, anzi, saremo chiamati ad uno sforzo maggiore».
Gira e rigira, sono sempre le stesse parole che il capo regala ai propri collaboratori durante il brindisi di fine anno. Vere o false che siano, si possono già immaginare prima ancora di ascoltarle.
Potrebbero essere quanto mai azzeccate stavolta, se riferite alla pallanuoto di casa nostra.

Il 2018 è stato un anno deludente a livello di club: due finali europee perse per un soffio. Per le nazionali, specie quelle giovanili, tolto un argento mondiale delle under 18, il resto è da dimenticare, qualche panchina alle scuole liguri e campane, attualmente con una marcia in più, potrebbe sortire effetti positivi.

Il 2019 si apre con la rivoluzione delle nuove regole: i due test match del Settebello in USA mettono già in evidenza come non saranno solo i giocatori in vasca a cambiare “metodi”, ma anche chi fischia. E questa sarà la strada più dura e difficile da percorrere. Dire basta all'interpretazione arbitrale è un sogno forse irraggiungibile.

La FINA ha stanziato 400mila dollari per la divulgazione della pallanuoto: associazioni pronte a fare “cassa” ce ne sono e tante. Risultati? Tanta fuffa. Forse non far finire nelle solite tasche una montagna di soldoni per parlare di pallanuoto sarebbe il risultato ottimale. Le adunate oceaniche con cinquanta bambini buttati in vasca portano solo ad una conclusione: qualcuno ci guadagna, tanti pagano tanto. Senza risultati evidenti.

Ecco l'augurio per il nostro 2019 potrebbe essere questo: condizionale d'obbligo perchè la chimera di ringiovanire la governace mondiale della pallanuoto resta e rimarrà un sogno. Ma a noi piace sognare …

Buon Anno a tutti !

 

31 / 12/ 18

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