Olanda-Italia 10-4

Olanda: Willemsz, Megens 5 (1R), Genee 1, Van Der Sloot, Wolves, Stomphorst 1, Rogge 1, Sevenich, Keuning 1, Joustra 1, Van De Kraats, Sleeking, Koenders.
All. Arno Havenga
Italia: Gorlero, Tabani, Garibotti, Avegno, Queirolo, Aiello, Marletta 1, Bianconi 3, Emmolo, Palmieri, Chiappini, Carrega, Sparano.
All. Paolo Zizza
Arbitri: Alexandrescu (ROU), Koryzna (POL)
Parziali: 2-2, 4-2, 3-0, 1-0.
Note: uscita per limite di falli nel III tempo Bianconi (I).  a 1'47 del terzo tempo. Nel III tempo Gorlero (I) para un tiro di rigore a Megens a 1'31 del terzo tempo. Ammonito per proteste nel IV tempo Arno Havenga (ct. Olanda). Superiorità numeriche: Olanda 3/7, Italia 2/11.

Che fine ha fatto il Setterosa? Difficile credere che quella vista in vasca oggi contro l’Olanda sia la stessa squadra capace di contendere risultati e trofei alle migliori squadre del mondo. 
Il 10 a 4 patito ad opera delle “orange” nell’ambito della terza gara dell’Europeo di Budapest, ha finito per restituirci l’immagine di una squadra diversa, a tratti irriconoscibile rispetto a quella che abbiamo sempre seguito con entusiasmo e partecipazione. 
L’intossicazione alimentare della quale sono rimaste vittime l’altra sera alcune delle azzurre ha di certo lasciato il segno ed a quella può, in parte, essere imputato lo “scarso rendimento” della squadra. 
Ma solo in parte però. Perché l’arrendevolezza, il distacco, la scarsa concentrazione, la lentezza nella manovra, le gravi lacune fatte registrare in fase difensiva ed in fase di conclusioni paiono oggi più che mai avere origini diverse.
Un’analisi in tal senso non guasterebbe, anzi sarebbe opportuna e necessaria.

Sulla partita in sé rimane poco da dire. A parlare sono le cifre, impietose. A partire dal risultato: 10-4 che rappresenta uno dei passivi più pesanti per le azzurre nella storia delle sfide con la nazionale dei Paesi Bassi. Un k.o. reso sul quale hanno pesato in maniera determinante le numerose occasioni sprecate in superiorità numerica (2 sole realizzazioni su 11) e quella sterilità offensiva che ha lasciato l’Italia all’asciutto in fatto di realizzazioni per oltre 18 minuti.

In vasca le cose erano sembrate mettersi subito bene. Il 2 a 2 del primo parziale sembrava presagire ad un confronto vibrante e piacevole. Purtroppo, con lo scorrere dei minuti la situazione è degenerata. L’Olanda ha giocato in modo aggressivo, talvolta al limite del regolamento. Le azzurre hanno patito anche questo e pagato anche le conseguenze di alcune scoordinate reazioni. Roberta Bianconi, migliore realizzatrice con 3 reti all’attivo (l’altro gol dell’Italia porta la firma di Claudia Marletta), ha concluso anzitempo la gara per somma di falli. Un’assenza che ha pesato e che alla quale la squadra non ha avuto e forse saputo reagire nei tempi e nei modi lasciando via libera all’Olanda che dopo essersi portata avanti di due reti nel corso della seconda frazione di gara, ha letteralmente surclassato le azzurre imponendo loro due secchi parziali: 3-0 ed 1-0 nel corso del terzo e quarto tempo.

Per le Azzurre che venerdì alle 16 affronteranno Israele nelle prime delle prossime due gare spareggio (la seconda sfida è quella con la Francia in programma alle 11,30 di domenica 19) per cercare di agganciare almeno il terzo posto nel girone, quello con l’Olanda è stato il secondo stop consecutivo incassato a questi Europei dopo quello rimediato contro la Spagna liberatasi a sua volta agevolmente oggi (18-2) di Israele.  

Questo, a fine gara, il commento del Commissario Tecnico Paolo Zizza. «Inizio molto buono poi ci siamo disuniti, sbagliando troppo in fase offensiva, specialmente in superiorità numerica: il 2 su 11 è un dato che ci deve far riflettere e ovviamente da correggere, in vista delle prossime partite con Israele e Francia e soprattutto della fase a eliminazione diretta. Creiamo abbastanza ma finalizziamo poco. Peccato aver perso Bianconi per tre falli nel momento chiave del match. Resto comunque fiducioso perché le ragazze hanno ampi margini di miglioramento».

Nella foto
Carla Carrega

15 / 01/ 20