Ci ha lasciato a soli 70 anni. Non lo meritava. Per quello che ra, per quello che ha dato alla pallanuoto. Dai suoi due figli, Andrea e Riccardo, entrambi giocatori, alla cara Barbara, sua moglie e sua ex atleta del Fuorigrotta, prima squadra campione d'Italia femminile.
Hai sempre avuto la testa "nel cloro", da quando difendevi i pali della tua Cannottieri, a quelli del Settebello. E sei stato anche uno dei primissimi fans della beach waterpolo, Ecco ti vogliamo ricordare così: con la foto scattata nel 2003 nella tua Napoli, sugli scogli di Mergellina.

Lunag la sua carriera da protagonista della pallanuoto italiana e non solo. Col Settebello spicca la vittoria iridata a Berlino nel 1978 e il bronzo nel 1975 a Calì in Colombia. Negli anni Settanta col suo baffo caratteristico portò al massimo splendore la Canottieri Napoli vincendo quattro scudetti nel 1973, 1975, 1977, 1979. Nel 1978 invece il trofeo più prezioso, la Coppa dei Campioni battendo i campioni uscenti del CSK Mosca nel girone finale disputato a Palermo per l'inagibilità dell'impianto cittadino. Il rigore parato a Nanni Moretti/Michele Apicella in “Palombella Rossa”, lo trasformò in una sorta di icona underground tra cinofili e appassionati di pallanuoto. È stato poi l’uomo che ha portato la pallanuoto femminile in Italia, invitò a Napoli la Nazionale olandese e da lì partì il movimento. Proprio nel '79, l'anno delle prime partite del suo Fuorigrotta, la prima squadra in rosa ufficiosamente campione d'Italia: ci giocava Barbara Damiani, la donna che lo ha accompagnato per tutta la vita, che gli ha dato altri due pallanotisti di valore come Andrea (ex nazionale ed attuale giocatore della RN Salerno) e Riccardo. Due anni fa ha ricevuto dal Coni il Collare d’Oro al Merito Sportivo: il massimo riconoscimento per un atleta.

Ciao Mario, che la terra ti sia lieve.

13 / 07/ 20