Budapest - Capita nella vita di ricevere notizie inaspettate. «Vieni subito a Budapest che abbiamo bisogno di te!». Sarà stata più o meno questa la telefonata di Sandro Campagna per “precettare”, è il caso di dirlo, Stefano Tempesti per il mondiale, senza troppi giri di parole.
Lui, come Garibaldi, ha avuto una sola parola. «Obbedisco! Cosa altro avrei dovuto rispondere?»

Una telefonata inaspettata. Quale è stato il suo primo pensiero?
E’ stato uno shock, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare. Ma non ci ho pensato su nemmeno un secondo, in quella telefonata c’era tanta stima e riconoscenza che non avrei potuto dare risposta diversa. Ero a casa, fossi stato dall’altra parte del mondo sarebbe stato diverso per forza di cose.

Ed ora? Ha realizzato la situazione o si sente ancora scombussolato?
Sicuramente sono più presente di un paio di giorni fa, ero mentalizzato al periodo di riposo con la famiglia, ritrovarsi catapultato nel clima agonistico di un mondiale non è facile. Per fortuna nonostante fossi in vacanza non ho smesso di allenarmi per farmi trovare pronto ad inizio stagione con il Recco, evidentemente era destino. Ma dal punto di vista mentale è tutta un’altra cosa, un vero e proprio flash!

Come ha trovato il gruppo?
Molto grintoso, determinato e carico di entusiasmo. Mi è sembra un po’ di rivivere il lontano 2010 quando Sandro Campagna ha rifondato la Nazionale dopo i risultati negativi delle Olimpiadi di Pechino e i Mondiali di Roma. Non so se i risultati saranno gli stessi (Argento agli Europei di Zagabria, ndc), ci sono tante variabili da tenere presente, ma il gruppo sicuramente c’è.

In ultimo, un pensiero per chi è rimasto a casa a due giorni dalla partenza
Potrebbe sembrare ipocrita detto da chi è qui ora, ma sono stato enormemente dispiaciuto per la cosa, soprattutto perché 16 anni fa l’ho vissuta in prima persona. A pochi giorni dagli Europei proprio qui a Budapest ho dovuto dare forfait per infortunio, sarebbe stata la mia prima manifestazione da titolare dopo il ciclo strepitoso di Francesco Attolico, stavo parando bene per cui capisco le loro sensazioni. Per Marco (Del Lungo, ndc) in particolare si ripropone un po’ la mia stessa esperienza, stava andando alla grande, mi sentivo tranquillo di poter fare da spettatore senza patemi lasciando il ruolo in ottime mani.

 

18 / 07/ 17