TEMPESTI: 10 E LODE. Sicuro, sempre presente, ipnotizza Ivovic costringendolo a forzare il tiro di rigore cercando l’angolazione estrema. Una partita da 7.5, mezzo voto in più per la sua Olimpiade ad handicap per colpa del danno alla retina con successiva operazione. Dieci e lode per la sua carriera. Si è commosso e ha commosso gli appassionati davanti alla tv. Difficile pensare a un’Italia senza di lui.

DI FULVIO: 7. C’è sempre anche quando non segna. Delizioso un suo movimento ad aprire lo specchio di porta a Figlioli nell’occasione del 4-3.

GITTO: 6.5. Meno implacabile che in altre occasioni, ma comunque largamente positivo. Il compito non era facile contro una squadra ruvida e fisica come il Montenegro.

FIGLIOLI: 7. Un gol bello e importante, solita prova degna di quello che ormai è il suo ruolo: leader. Una sbavatura nel finale, il sacrificio indispensabile del terzo fallo grave.

FONDELLI: 6.5. Prova di sacrificio e grande attenzione, un errore d’ingenuità con una conclusione affrettata che dà il meno 1 thrilling (11-10) ai montenegrini.

VELOTTO: 7.5. Olimpiade in crescendo, non fa sentire il gap di chili e va addirittura a conquistare espulsione in posizione di centroboa.

NORA: 6.5. Minutaggio relativamente basso in questa partita impreziosito da un gol pesante.

GALLO: 8.5. Tre gol e un grande finale di Olimpiade per il mancino, lucido non solo in zona gol.

C: PRESCIUTTI: 9. Parte a basso regime di giri, alla fine segna quattro gol, due mandano l’Italia in orbita (dal 9-8 all’11-8) nel momento di massima pressione montenegrina.

BODEGAS: 7. Abbonato a un voto di eccellenza. Anche quando non segna, conquista espulsioni a go-go e lavora per la squadra.

AICARDI: 8. Mette il sigillo alla partita a 35” dalla fine con un gol dalla distanza. Ovvero dallo spettro dei rigori al paradoso di quel terzo, bellissimo, gradino del podio. In più, tanto lavoro ai due metri e falli gravi conquistati.

N. PRESCIUTTI: 9. Due gol, di cui quello del secondo break, 7-5, con una fantastica maligna palombella. Attento in difesa.

DEL LUNGO: 7. Resta in panca, ma il voto è alla sua Olimpiade. Più che un “secondo” di Tempesti: un alter ego. Quando Campagna lo ha chiamato in causa, ha sempre offerto prestazioni di rilievo.

CAMPAGNA: 8. Partita perfetta, sempre lucidissimo: un esempio, time out con inserimento del doppio mancino e Nora-gol. A proposito, in diretta ha spiegato l’eccesso di quel gesto (schiaffo a Nora) che nei giorni scorsi aveva fatto il giro del web. Onesto nell’outing nel momento della gioia. Ha costruito una formazione anche attraverso scelte difficili e impopolari (soprattutto Giorgetti, Giacoppo, Figari e Stefano Luongo), ma ha avuto ragione lui. Il gruppo con sette esordienti ha mostrato cuore, determinazione e una voglia matta, dall’esordio difficilissimo con la Spagna alla partita per il bronzo. Difficile scommettere su una medaglia tre settimane fa, invece missione compiuta in pieno.  

Nelle foto ©GMTMezzelani festa in vasca e tributo a Stefano Tempesti

 

20 / 08/ 16