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Il Settebello ospite oggi in redazione alla Gazzetta dello Sport. Stefano Arcobelli, responsabile degli sport dell’acqua del quotidiano sportivo, ha intervistato Stefano Tempesti, che ha confermato il suo addio all’azzurro, ma ha parlato del momento della pallanuoto in Italia. «Uno sport che non ha bisogno di evoluzioni tecniche, ma di essere conosciuta. Ha bisogno di marketing e non di cambiamenti tecnici. Perché poi, in occasione delle grandi manifestazioni, questo sport piace e conquista gli spettatori, come dimostrano i dati di share e l’interesse che si crea», ha spiegato il capitano della Nazionale di pallanuoto bronzo a Rio.
Da dove deve partire questa azione? «Dalla pallanuoto stessa, dalla federazione, dalle società e da chi ha voglia d’investire».
Insomma, parole chiare. Tempesti ha detto che lascerà i pali della Nazionale «in ottime mani per quanto riguarda il ruolo di portiere».
«Quando io mi stavo riapprocciando alle partite ad alto livello dopo l’intervento, Marco Del Lungo ha fornito un apporto fondamentale». Chiosa finale: «Il Settebello del futuro può fare grandi cose».

A proposito di “grandi vecchi” della pallanuoto azzurra, Amaurys Perez rivede i suoi piani: non appende la calottina al chiodo ma interpreterà il doppio ruolo di allenatore e giocatore a Cosenza. Dove ha spiegato: «La prima cosa che mi interessa è avere uno spogliatoio unito. L’esempio pratico è la Nazionale, che con lo spirito del gruppo ha raggiunto sempre ottimi traguardi».

22 / 09/ 16