Sarebbe stata una bella storia di Natale. Ma è stata anticipata di qualche mese ....
Tutto nasce ad ottobre, con una telefonata a sorpresa, poche ore prima del termine ultimo per i tesseramenti, e torna a nuova vita una carriera pallanuotistica.
Edoardo Caliogna, 27 anni, non solo è rinato da quella telefonata, ma ha ridato vito ad una storia familiare lunga più di 50 anni.
Da quando, cioè, ha fatto ritorno alla Pro Recco, la squadra della sua città che undici anni fa gli permise di esordire in A1 dopo la lunga trafila nelle giovanili: «Stagione 2005/2006 - ricorda -. Ero il quattordicesimo giocatore di una grande squadra che comprendeva anche Vujasinovic e Tempesti. In panchina c'era Pino Porzio».
Qualche presenza, un gol in casa contro il Bogliasco, poi il lungo girovagare tra Camogli, Sori, Brescia, Bogliasco e Nervi. Il resto è storia recente, gli allenamenti estivi con Chiavari e Sturla preludio alla chiamata che apre orizzonti impensati.
«È stato tutto velocissimo, pensavo fosse uno scherzo invece era vero e per questo ringrazio la Società e l'allenatore. Ho dovuto riorganizzare la mia vita rapidamente, visto che ho un bambino di 7 anni, Niccolò, e gestisco un negozio di alimenti e accessori per animali: per fortuna c'è mia moglie Giulia, una santa, ad aiutarmi. L'impatto fisico non è stato semplice: da sei anni non mi allenavo due volte al giorno, la prima settimana ho faticato a tenere il ritmo, ma tutti, dal mister ai compagni, mi hanno accolto in maniera fantastica».

Capostipite dei Caliogna - pallanuotisti è Giuseppe, negli anni '40, portiere di quella Pro Recco che di li a qualche decennio inanellerà successi su successi. Giovanni, suo figlio, seguì le orme paterne ma non calcò mai i palcoscenici della serie A1 se non come direttore sportivo del Recco. Oggi è legato all'ambiente grazie al sua attività: fisioterapista di successo presso il Laboratorio Albaro di Genova, è rimasto a contatto con il mondo della pallanuoto per la riabilitazione degli infortunati.
Quindi le ultime generazioni: Alessandro, Edoardo ed Alberto.
Alessandro attaccante mancino classe '84, gioca il suo primo campionato di A1 nel '99 con il Recco, poi indosserà dopo cinque anni di biancoceleste le calottine di Florentia, Sori, Latina, Nervi, Camogli, Bogliasco per chiudere a Nervi nel 2013 la sua avventura in serie A1. Di Edoardo, fratello minore di Alessandro, ne abbiamo parlato prima. 
L'ultimo dei tre, Alberto, da due anni gioca a Bogliasco.  

«Spero di ritagliarmi il mio spazio - conclude Edoardo - e di essere utile alla causa quando Vujasinovic avrà bisogno. Il mister mi ha fatto una grande impressione, prepara le partite in maniera meticolosa, fa capire molto bene ciò che vuole e anche a livello umano è disponibile. Tra i giocatori sono rimasto impressionato da Filipovic, un campione che non si risparmia mai, si allena ogni giorno al 100% e vive come una finale olimpica anche la partita di fine allenamento: un esempio».
 

Nelle foto
in alto Edoardo Caliogna
in basso la Pro Recco di Giuseppe Caliogna negli anni '40


27 / 12/ 17

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