Da oggi alcune delle prime possono riaprire e qualche pallanuotista potrebbe ritrovare l'acqua dorata. Mentre a vasche chiuse, durante il lockdown, non era rimasta che la palestra, magari improvvisata in casa, o meglio organizzata in garage come ha fatto il capitano azzurro Pietro Figlioli. L'allenamento a secco (anche con sedute online insieme ai compagni di squadra) non si è fermato per alcune settimane. Poi, con l'ufficialità della fine della stagione, alcuni hanno iniziato a entrare in "modalità estiva" seguendo le tabelle dei rispettivi preparatori. I giocatori di interesse nazionale, invece, in attesa dei collegiali a Ostia, stanno proseguendo ad allenarsi a distanza. Per tutti però vale il desiderio di tornare a nuotare. E il mare arriva anche a essere una soluzione, temperature permettendo. Chiedere per conferma a Francesco Di Fulvio della Pro Recco.

In questo periodo è a casa sua, a Pescara. Alcuni giorni fa ha vestito la muta e si è buttato in mare assieme a Amedeo Pomilio, vice del Settebello di Sandro Campagna: «Non toccavo l'acqua da due mesi—racconta - Nuotare con la muta non è il massimo. Ma l'acqua si sta scaldando, magari la prossima settimana proviamo in costume».
In mare, in campo femminile, si sono buttate anche le ragazze dell'Orizzonte Catania. Il clima del sud, insomma, con le piscine ancora chiuse, ha permesso di fare ciò che al nord è stato solo pensato.
«Con Edo Di Somma avevamo già pianificato una nuotata lunedì scorso —racconta Nicolò Figari, ex Brescia, ritornato ora a Recco - Poi è cambiato il tempo. E la muta non ce l'ho».
Stessa musica anche dall'altra parte della Liguria: «Niente nuotata causa brutto tempo — racconta da Imperia Giulia Emmolo, mancina del Setterosa e dell'Orizzonte - Vediamo la prossima settimana».
A Imperia la piscina resterà chiusa. A levante, invece, qualche impianto, con molte limitazioni, potrebbe aprire: «Nel caso sia io che altri proveremo a chiedere ospitalità — dice Figari - L'acqua, inutile negarlo, ci manca».

Gli allenamenti a secco stanno un po' stufando. Il Settebello (in attesa di un mega collegiale ad Ostia) si sta allenando a distanza tre volte alla settimana (oltre a tabelle personalizzate) con il preparatore azzurro. Poi si cercano anche altri allenamenti di gruppo. Uno è stato creato da Donato Quinto, ex preparatore del Recco. Si chiama in un modo curioso: "Corvo in tana", partecipano anche alcuni giocatori di pallanuoto. Chi non è legato al mondo azzurro non ha la necessità assoluta di allenarsi. Ma il mare chiama anche loro.
E il Bogliasco ci sta pensando: «La nostra piscina è chiusa per lavori — spiega il ds Gianni Fossati - Ma qui intorno ci sono molti campi da pallanuoto in mare, compreso il nostro. Ci stiamo ragionando: valuteremo in base alle regole del distanziamento sociale che verranno emanate. Nell'acqua salata ci vorremmo portare anche parte del settore giovanile». Alcuni in attesa del mare hanno scelto la collina.
Luca Bittarello del Quinto ha ricominciato a correre nella zona dei forti di Genova. «Abito nelle vicinanze, faccio 12 chilometri ogni volta - Mi sono fermato per buona parte del lockdown: non potevo correre lontano da casa, ma non volevo rischiare di farmi male lungo i sentieri».
Chi invece ha sfidato le regole è stato a Barcellona Felipe Perrone. Qui nuotare in mare è vietato, ma si può usare la tavola. L'ex del Recco, così, una volta al largo, ci si è sdraiato sopra e ha iniziato a nuotare. Fatta la legge, trovato l'inganno.
(1-da Il Secolo XIX)

19 / 05/ 20