Un rinnovo contrattuale di tre anni, per uno sportivo, è quasi sempre una notizia. Se poi riguarda un atleta di 41 anni in uno sport faticoso come la pallanuoto, allora si tratta di un caso più unico che raro. Stefano Tempesti (41 il 9 giugno) si allunga la carriera verso orizzonti quasi infiniti: l'Ortigia gli ha fatto la proposta e lui ha firmato con entusiasmo. C'è solo un precedente ai massimi livelli: Eraldo Pizzo, scudetto a 44 anni. Non solo, Tempesti darà un cambio di direzione alla sua vita "in toto", anche quella che non odora di cloro: la famiglia lo seguirà a Siracusa.
E c'è di più: in questi giorni Stefano rivede l'azzurro. Per ora è solo uno spicchio: il portiere fa parte del gruppo di giocatori "d'interesse nazionale" che da qualche giorno si allena a Camogli agli ordini di Andrea Pisano.
«Non è una convocazione. Sandro (Campagna, il ct del Settebello, ndr) mi ha dato l'opportunità di allenarmi con questi compagni. Gliene sono grato. Ma è vero che il mio sogno, l'ambizione che mi sono posto è di trovare un posto in squadra a Tokyo. Inseguo questo traguardo, farò il massimo per raggiungerlo».

Bisogna fare un passo indietro, al pre tsunami virus. Con l'Ortigia in zona playoff, la finale di Euro Cup conquistata, un gruppo dal rendimento altissimo e un Tempesti a livelli di dieci anni fa.
«Credo sia nato tutto dal fatto che quello che non si è concluso in acqua è stato un anno sportivo talmente positivo, speciale, e non parlo solo dei risultati ma dei rapporti, che è venuto naturale considerarlo un punto di partenza. Quando il patron Marotta e l'allenatore Piccardo mi hanno parlato del progetto, ne sono stato entusiasta. Non ho avuto il minimo dubbio anche se credo che qualche altro club avesse fatto un pensierino sul mio nome- racconta Tempesti che svela - La base è una società bene organizzata, un aspetto umano forte, un ambiente bello non solo per quanto riguarda le persone ma anche quello che c'è intorno, le bellezze naturali. Da qui si parte per una prospettiva lunga: tre, quattro, cinque anni, anche più. Non conta vincere domani, conta pensare di costruire una squadra e una società che possano conquistare lo scudetto fra 10 anni, la Champions fra 15 ma con una base solida, una stabilità che Siracusa merita. E io ho avuto tanto da questo sport, mi sembra giusto anche pensare in prospettiva, lasciare qualcosa in eredità».

Il rimpianto è avere sfiorato già quest'anno risultati sorprendenti
Potevamo arrivare in finale scudetto, giocare e vincere la finale di Coppa. E stata una delle delusioni più forti della mia carriera. Ma non per me, o non solo per me: soprattutto per chi mi stava intorno.

Da lì si ripartirà. E Tempesti sottolinea
L'obiettivo è ripetere questa stagione, non solo in termini di risultati ma di energia che ha mosso questa realtà splendida.

Fra l'altro, il prossimo anno, con la concorrenza "interna", tutta siciliana, del Telimar Palermo.
E un Savona in crescita. Quando succedono eventi traumatici come quello che ha fermato tutto, la ripartenza condiziona qualcuno e fornisce nuove motivazioni ad altri.

Siracusa, l'isola di Ortigia nuovo scenario di vita per un toscano di Prato trapiantato a Recco.
Stavolta non sarò solo. Ci trasferiamo tutti: mia moglie Betta ha chiuso il negozio di abbigliamento a Recco e lo riaprirà alla Giudecca, una zona molto suggestiva di Ortigia. Si chiamerà Malafemmena, faremo l'inaugurazione ai primi di giugno. E Adele e Alessandro troveranno nuovi amici e nuovi compagni di scuola. Gli affetti continuano a essere fra Prato e Recco ma vogliamo tuffarci in questa nuova avventura in un posto bellissimo, godercela giorno per giorno.

Cosa farà da grande non lo sa.
Idee ne ho tante, se passeranno dei treni dovrò farmi trovare pronto, ora c'è ancora la pallanuoto.

Per almeno tre lustri è stato il numero 1 dei numero 1, ma l'Airone non ha ripiegato le ali.
Vivo momento per momento ben sapendo che un giorno uscirò dall'acqua.

Fra 15 anni?
No, al massimo dieci...(ride). Ci sarà un momento per altre scelte, vicine al bordovasca o anche lontane. Ho ancora quel sogno da realizzare. Non l'ho mai nascosto: provo a tornare in Nazionale, a esserci per la sesta Olimpiade.

Fanno sogni d'oro i colleghi ungherese Victor Nagy (36 anni) e spagnolo Lopez Pinedo (40), perché non dovrebbe farli lui?
(1-da Il Secolo XIX)

22 / 05/ 20