Attenderanno i quattordici giorni di isolamento fiduciario imposti a tutta la squadra anche i quattro atleti dell'An Brescia che, nello scorso fine settimana, hanno manifestato sintomi influenzali probabilmente riconducibili al Covid19. Solo allora, salvo ulteriori complicazioni, anche loro si sottoporranno al tampone di controllo previsto per l'intera squadra e si avrà o meno la conferma di un loro eventuale contagio da Coronavirus.
Le condizioni del capitano Christian Presciutti, di Niccolò Gitto, Vincenzo Dolce e Maro Jokovic restano attualmente sotto controllo: nessuno di loro riscontra problemi respiratori e questo è un fattore altamente confortante in attesa del tampone di controllo.
«Abbiamo comunicato i loro sintomi all'Ats e, salvo ulteriori convocazioni decise dall'autorità sanitaria, faranno i controlli insieme a tutti gli altri - spiega il presidente dell'An Brescia, Andrea Malchiodi -. La situazione dovrebbe essere circoscritta a loro, perché l'incubazione dura circa una settimana e quella critica dovremmo essercela lasciata alle spalle. Attendiamo una ripresa dell'attività agonistica per i primi di novembre e, salvo imprevisti, per metà ottobre dovremmo tornare a fare allenamento».

Ma la questione della ripresa del campionato con un'altra formula rischia di passare in secondo piano, di fronte a ciò che sta accadendo non solo nella pallanuoto ma anche in altri sport di squadra, su tutti il calcio, come testimoniato dagli episodi che si sono sviluppati in questi ultimi giorni (la partita Genoa-Torino è stata rinviata in seguito alle 19 positività tra i giocatori rossoblù e, a questo, si aggiunge anche il «caso» relativo a Juventus-Napoli).
Pur in presenza di un protocollo approvato dal Comitato Tecnico Scientifico che fa capo al Governo si sono verificate delle falle nel sistema. Episodi che hanno portato il presidente della Fin, Paolo Barelli, a invocare l'intervento del Ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito alla quarantena da rispettare per i compagni di squadra degli atleti contagiati dal virus che però risultano essere negativi al tampone di controllo.

La confusione sulla competenza fra il Comitato e le autorità sanitarie regionali, secondo il massimo dirigente della Federnuoto nazionale, rischia di paralizzare tutti gli sport di squadra. Sulla stessa frequenza Andrea Malchiodi. «Serve chiarezza, perché il tempo così dilatato di quarantena per le squadre impedisce lo svolgimento dei campionati, ma non solo - conclude nella sua analisi il presidente dell'An Brescia -. Non possiamo pensare che un atleta professionista non possa allenarsi per periodi così lunghi». (1-da BresciaOggi)

06 / 10/ 20