Come annunciato da Maurizio Felugo, presidente della Pro Recco, nell’intervista odierna sulla pagina facebook di Trieste Pallanuoto, domani i presidenti ( o chi per essi, ricordiamolo) decideranno come e quando ripartire con il campionato.

Maxi bolla o concentramenti con sedi diverse sono le scelte a cui saranno chiamati. In ogni caso la decisione (o l’imposizione) dovrà tenere conto di almeno due situazioni: ambientali per il covid, logistiche per i club.
Oggi abbiamo anticipato i rumors che aleggiavano negli ambienti romani (><), che, con insistenza, hanno parlato di un solo concentramento in una location senza dubbio suggestiva, Lignano Sabbiadoro,  ma oltremodo mal collegata con il resto della penisola.

Sembra quasi che il mondo delle piscine non esista, quando la FIN deve prendere delle decisioni. I collegiali maschili sono ormai appannaggio di Siracusa (città che non ha neppure l’aereoporto), adesso per disputare i concentramenti del campionato di A1 maschile l’indirizzo sembra essere andare in Friuli.

Ma Ostia, che ha anche la foresteria ed è equidistante da tutti i club? Considerando che è Centro Federale anche con costi "in soccorso" alla società? E sarebbe una "bolla" ideale per quattro squadre.
Forse si deve dare un contentino a chi non ha potuto ospitare manifestazioni estive?

Questo sembra essere, purtroppo, il metodo della Federnuoto, che comunque ad oggi non ha ancora riunito il consiglio federale eletto e distribuito le varie cariche. Certamente è sempre tutto aleatorio, tanto decide in ogni caso sempre la stessa persona, ma la forma alle volte ha anche la sua importanza.

Ricordiamo una citazione di Arthur Schopenhauer:«La gloria bisogna conquistarla, l'onore basta non perderlo».
La speranza per la pallanuoto italiana è che siano proprio i club a non cedere alle lusinghe, effimere, di un potere che ormai l’ha perso da tempo. L’onore, naturalmente.



 

 

09 / 10/ 20