Kazakistan – Italia 7-12

Kazakistan: Makhmetov, Medvedev, Shvedov, Pilipenko, Altayev, Shmider, Shakenov 3, Verdesh, Ukumanov, Ruday 2, Manafov, Turlykhanov 2, Shlemov.
All. Nemanja Knezevie
Italia: Tempesti, Di Fulvio 2, Gitto, Figlioli 1, Presciutti, Mirarchi 3, Nora, Fondelli 1, Renzuto 3, Bodegas 2, Aicardi, Bertoli, Volarevic.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Ghafouri (IRI), Molnar (HUN)
Parziali: 1-3, 1-2, 1-4, 4-3
Note: uscito per limite di falli nel IV tempo Bertoli (I). Nell'Italia Volarevic in porta nel IV tempo. Superiorità num. Kazakistan 1/5, Italia 4/9. Spettatori 4000 circa.


Budapest - Ed ora si fa sul serio. Il Kazakistan è archiviato ma la testa degli azzurri era alla Croazia già prima di passare il turno. Sentimento umano che permette agli avversari di darci qualche grattacapo in più del consentito. Tutto sotto controllo comunque, risultato mai in discussione ma gioco non all’altezza di quanto fatto vedere nelle precedenti gare.
Si parte con Tempesti tra i pali che subisce il gol del 3-1 per una disattenzione difensiva che non fa piacere alla panchina. Ci mettono il fisico gli avversari e ce lo mettono tutto per complicarci la vita il più possibile, sul viso di Campagna si legge chiaramente il disappunto per quelle cose semplici che stavolta sembrano complicate. Ma si sa, quando l’avversario sulla carta è più che agevole la concentrazione si concede un po’ di vacanza.
Arriva il cambio campo sul 5-2, la difesa che salvo qualche sbavatura c’è mentre l’attacco in alcuni momenti soffre la pressione avversaria, portando gli azzurri a conclusioni personali senza costruzione di gioco corale.
La gara è comunque sotto controllo, nonostante non sia preciso nelle giocate il Settebello riesce a trovare la rete con più scioltezza nella terza frazione: da applausi il pallonetto di Bodegas a scavalcare il portiere in uscita, così come i tre gol di fila di Renzuto, spezzati dal rigore di Shakenov, prima che suoni la sirena ed entri Volarevic, staffetta ormai diventata un "must" tra i pali azzurri.
Non è dei migliori il suo inizio, si rifà viva la tensione bassa nelle retrovie che costringe l’incolpevole naturalizzato a recuperare 2 palloni alle sue spalle mentre stavolta è l’attacco a girare meglio nonostante raccolga meno di quanto meriti. Ci pensa Mirarchi a tenere a distanza gli eurasiatici («mi sento sempre più a mio agio nel gruppo dopo queste partite iniziali, non vediamo l’ora di giocare contro la Croazia» dichiara a fine gara), l’attaccante della Sport Management si sta sciogliendo gara dopo gara e registra la sua personale tripletta prima che la squadra subisca gol in una doppia inferiorità affrontata forse con poco agonismo. Piccole cose di sicuro, ma che fanno arrabbiare il portiere italo-croato costretto a subire altri 2 gol abbastanza evitabili a ridosso della sirena finale, gli ennesimi a uomini pari.

Mettiamola così: non è stata l’Italia che vuole Campagna, con la testa in vacanza assieme all’Ungheria prima nel girone. Ma da questo momento in poi i bonus sono terminati.
«Quando vedi la squadra sotto ritmo un allenatore non è mai contento, abbiamo ripreso un po’ il fiato dopo le partite con Ungheria e Australia più tirate – dice il CT - Peccato per i gol subiti dal centro, evitabili, e per la concentrazione che spesso è venuta a mancare, lì mi sono arrabbiato. Siamo comunque arrivati alla gara contro la Croazia – conclude - sarà una bellissima partita, un quarto di finale tirato, ci faremo trovare preparati, pronti a tutto e a qualsiasi tipo di arbitraggio: in alcuni casi si è vista poca uniformità di giudizio, come negli “alzo e tiro”».

23 / 07/ 17