Montenegro-Italia 5-4

Montenegro: Scepanovic, Brguljan Drasko 3, Banicevic, Petkovic, Brguljan Darko, Radovic Aleksandar, Draskovic 2, Ukropina, Radovic Duro, Misic, Cukcovic, Murisic, Lazovic.
All. Vladimir Gojkovic
Italia: Volarevic, Di Fulvio, Gitto, Figlioli, Presciutti, Mirarchi 2, Nora, Fondelli, Renzuto Iodice 1, Bodegas 1, Aicardi, Bertoli, Tempesti.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Buch(ESP), Stavridis (GRE)
Parziali: 1-1, 1-1, 3-2, 0-0
Note: uscito per limite di falli nel IV tempo Draskovic(M). Espulso con sostituzione Aicardi nel terzo tempo (4'58"). In porta per l’Italia Volarevic fino al 7’ del terzo tempo, poi Tempesti. Superiorità num. Montenegro 3/8, Italia 2/7. Spettatori 3000 circa


Budapest - Sfida tra deluse tra Montenegro e Italia. Entrambe le squadre sono partite per Budapest con qualche aspettativa in più, i più carichi oggi erano gli allenatori che si sbracciavano come forsennati.
Partenza a ritmo non estremo, squadre che scendono in vasca più per obbligo che per reali motivazioni. Lo dice il gioco, a tratti monotono. L’Italia deve inseguire per tutto il match, rari i momenti di brillantezza soprattutto in difesa con qualche buco di troppo lasciato davanti all’incolpevole Volarevic che fa fare bella figura a Drasko Brguljan (sue le prime tre reti avversarie).
In avanti la musica è un po’ diversa. Sembrano frenetici e ansiosi di andare al tiro i nostri, ci riescono spesso ma centrano tante, troppe volte il palo innervosendosi come il giocatore di poker che si siede al tavolo verde con la voglia di rifarsi.
Tutto sommato equilibrati i primi due parziali, il Montenegro ringrazia un paio di volte gli avversari per altrettante controfughe sprecate che alzano ancora di più l’italica tensione. Ne fa le spese a metà del terzo tempo Aicardi, colto in flagranza di reato mentre risponde ad una furba provocazione e viene espulso definitivamente.
Si complicano quindi le cose, Bodegas, fino a quel momento il migliore dei suoi comincia come normale che sia ad andare in debito di ossigeno risparmiandosi nel nuoto. I ragazzi di Gojkovic dal canto loro (privi di Darko Brguljan) non insistono più di tanto controllando il gioco, ci pensa Tempesti subentrato a Volarevic ad evitare che il passivo aumenti ma i balcanici sembrano essere poco interessati a mettere al sicuro il risultato.

Finisce quindi con il Montenegro che vendica la finale per il terzo posto di Rio. Gli azzurri di fatto chiudono il mondiale in termini di motivazione al suonare della sirena con la Croazia, ma ci sta dopo le tante peripezie affrontate nell’immediata vigilia della rassegna.
La voglia di fare risultato era il collante del gruppo costruito in pochi giorni fuori dall’infermeria e al ritorno improvviso dalla spiaggia, venuto a mancare quello la tensione è calata: sarebbe stato forse inumano il contrario.

29 / 07/ 17