In casa Fondelli più che sangue nelle vene scorre acqua clorata. Dal mondiale di papà Massimo al bronzo di Rio, passando per i 6 scudetti e le 2 Champions nella Pro Recco a soli 23 anni, Andrea, pardon, “Deddy”, ha già riempito le bacheche di famiglia

A proposito, se sente chiamare Andrea si gira o pensa sia qualcun altro?
Sinceramente la seconda, almeno come prima sensazione. Mia sorella da piccolo ha inventato questo nomignolo e da quel momento sono per tutti Deddy. A me piace, quindi non faccio nessuna fatica

Ha mai firmato qualcosa come Deddy?
No, ancora non sono arrivato a questo (grossa risata, ndc)

Il cognome invece? Le è mai pesato?
Qualche volta forse, da piccolo. È facile pensare che ero in squadra perché “figlio di”, e sotto certi aspetti è stato uno sprone per lavorare ancora di più e dimostrare che ero lì perché lo meritavo.

Parlando di peso, da Camogli a Recco si arriva praticamente a piedi. Ma l’acqua è stata diversa?
Beh, un po’ si, diciamolo. A Camogli sono cresciuto, devo tanto alla Rari poi sono passato alla Pro a 17 anni, un mondo diverso, ero lì tra le stelle della pallanuoto mondiale. Tutto più intenso

E a Busto Arsizio come crede sarà l’acqua?
Chissà, non so con certezza se andrò a giocare lì la prossima stagione. Se dovesse essere sono certo di trovare una società organizzata, strutturata, che ha grandi ambizioni.

Scelta presa di comune accordo quella di separarsi, anche se temporaneamente, dal Recco?
La società ha deciso di ridurre la rosa in modo che tutti possano giocare durante la stagione senza distinzione tra campionato e coppa. Allo stato attuale ci sono 3 mancini di livello assoluto, e per me che gioco sul loro lato gli spazi si sarebbero ridotti enormemente per forza di cose. Il fatto di cambiare squadra mi permetterà di avere un minutaggio alto, che è la cosa più importante per me e per il Recco in prospettiva futura visto che resto comunque un loro giocatore, oltre che in chiave azzurra.

Sarà un’esperienza nuova anche a livello personale
Tra Camogli e Recco sono sempre stato praticamente a casa. Fare una nuova esperienza lontano dalle proprie origini anche se temporaneamente e misurarsi con ambienti nuovi per poter crescere come uomo e come giocatore sarà sicuramente positivo

Che rapporto ha con la famiglia?
Contrariamente a quello che si può pensare non si parla in ogni momento di pallanuoto nonostante sia presente in casa nostra da sempre e per tutti. Consigli ne ho chiesti a mio padre, così come a mia madre che conosce bene l’ambiente anche se non l’ha mai vissuto in prima persona, ma niente di più.

Se non avesse giocato a pallanuoto quale altro sport le sarebbe piaciuto?
Non ci ho mai pensato. Da bambino ne ho provati altri ma più per curiosità, solo qualche mese per capire che non erano quello che volevo. La pallanuoto mi è sempre piaciuta, ma non solo per tradizione familiare. Seguo un po’ il basket e il tennis, calcio invece zero

C’è un giocatore con il quale nel tempo ha trovato un feeling speciale sia in vasca che fuori?
Direi Francesco Di Fulvio. Siamo cresciuti insieme nelle nazionali giovanili ed ora siamo compagni di squadra nel Recco, oltre che in Nazionale. E siamo compagni di stanza, per cui non può non nascere un legame particolare.

E veniamo al Settebello. Dall’esordio del 2011 a Palermo alle Olimpiadi. Ci credeva?
A dire il vero non tantissimo. Non ho partecipato ai precedenti europei di gennaio e a alle qualificazioni olimpiche, c’era la paura di non farcela, mi sono mancate un po’ di certezze. Ma ho continuato a lavorare sodo e pian piano mi sono sentito meglio sia fisicamente che mentalmente. Alla fine è andata come tutti sappiamo e sono felicissimo, il bronzo è uno dei ricordi più belli se non il più bello

È vero quindi che Campagna nelle sue scelte non guarda al nome e al curriculum ma solo a quello che ogni giocatore può dare in quel momento
Il suo ruolo è difficile, non deve farsi condizionare da altri fattori se non dallo stato del periodo. Lo ha sempre detto e lo ha sempre fatto, è la sua forza e i risultati nel tempo gli hanno dato ragione

Stavolta le sue sensazioni personali in vista del mondiale sono diverse, più positive?
Devo lavorare tanto e tenere sempre il livello massimo. Al mondiale voglio esserci, come detto il CT valuta solo in base alla piena forma fisica e mentale, le porte della Nazionale sono sempre aperte a tutti, ha sempre dimostrato che non sono solo parole, ma a patto che la meritino

 

08 / 06/ 17