Spagna - Italia 5-10

Spagna: Lopez Pinedo, Munarriz 1(R), Granados , De Toro, Cabanas, Larumbe, Barroso, Fernandez, Tahull, Perrone 2, Mallarach 2, Bustos, Lorrio.
All. David Martin
Italia: Del Lungo, F.Di Fulvio 1, Luongo 2, Figlioli 1, Di Somma, Velotto, Renzuto 1, Echenique 1, Figari, Bodegas 1, Aicardi 1, Dolce 2, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Goldenberg (USA), Margeta (SLO)
Parziali: 2-2, 1-3, 1-3, 1-2
Note: uscito nel IV tempo Figari (I), Espulso per gioco violento nel IV tempo Di Somma(I).Nel primo tempo Del Lungo (I) para tiro di rigore a Barroso. Superiorità num. Spagna 4/13, Italia 4/6

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Avevamo detto che l’Asia ci avrebbe portato fortuna: ma non è stata quella a consegnare l’oro all’Italia. Sono stati i tredici moschettieri guidati da un immenso generale a compiere questo miracolo. Onore ad un Italia che ha portato alto il nostro tricolore, contro avversari duri, contro logiche politiche assurde della FINA, contro una Spagna scesa in vasca consapevole di aver già perso.
Il 10-5 inflitto alle ormai ex “furie rosse” significa tanto. Significa che il lavoro svolto dal lontano 2011 ad oggi consacra Sandro Campagna come migliore coach al mondo. Significa che le tante malelingue che lo hanno accusato di avere troppi “naturalizzati” adesso dovranno tacere. Oggi il Ct ha dimostrato di aver saputo preparare la partita alla perfezione, annichilendo gli iberici, che certamente non sono gli ultimi al mondo, ha dimostrato di aver saputo assimilare le nuove regole imposte dalla FINA, a dispetto della classe arbitrale che annaspa ancora nel buio. Il quarto oro mondiale del Settebello, unito alla qualificazione per Tokio 2020 (prima squadra italiana ad averla) sono oggi il fiore all’occhiello degli sport acquatici italiani.
Poco importa se la RAI ha “tagliuzzato” la premiazione, tralasciando quello spazio che avrebbe meritato. Il Settebello è d’oro. E questo ci basta.

La finale si preannunciava difficile: per molti aspetti. Innanzitutto quello psicologico: non è stata dimenticata la “furbizia” di Lopez Pinedo, portiere iberico, che nelle semifinali europee dello scorso anno tolse dalla porta la palla del pareggio azzurro, negando all’Italia la possibilità di andare in finale. E poi tattico: la Spagna ha un gioco speculare all’Italia. Non era facile scardinarla. Ma gli azzurri sono passati sopra a tutto. Asfaltando ricordi e avversari in vasca.
La gara
Luongo e Perrone: un botta e risposta di due campioni. Tutto in perfetto equilibrio, grande affiatamento in vasca, Campagna adesso usa il doppio centro, con Bodegas e Aicardi in vasca. E la difesa c’è: Del Lungo come il dirimpettaio Lopez Pinedo sono due baluardi. Ma la linea difensiva degli azzurri è formidabile: non si passa. Però gli iberici si dimenticano del Chalo, che con il suo sinistro micidiale fa 2 su 2 in superiorità. Ma è sempre lui, Felipe Perrone che riporta la Spagna in parità. Ed è strana la sua posizione in vasca: sembra giochi da solo, senza nessuno che lo affianchi, che lo aiuti. Errore fatale per gli spagnoli. Quattro reti in superiorità, fino a questo punto: due su due per gli azzurri, due su quattro per la Spagna. L’equilibrio lo rompe, stranamente,  Di Fulvio che, commette fallo di rigore: Del Lungo para su Barroso, e si va al primo riposo sul 2-2. Gara intensa e molto equilibrata. Entrambe giocano in modo speculare, con la Spagna che applica una zona totale, ma Campagna utilizza spesso i due centri per disorientarli.

La seconda frazione inizia alla grande per gli azzurri: capitan Figlioli piega le mani e mette dentro la prima rete a uomini pari. Non solo: Dolce insacca a uomo in più. Primo break azzurro. Che aumenta con il gran gol di Renzuto. Italia a +3. Peccato che il 4 su 4 in superiorità viene sporcato da un banale errore di Di Somma, che sbaglia quasi a porta vuota l’occasione di andare in gol.  Grande difesa quella degli azzurri, che capitolano solo su un penalty troppo generoso concesso per un fallo di Figari su Perrone. Munarriz non sbaglia: Spagna a -2.
Il terzo quarto si apre con il capolavoro di Matteo Aicardi: a uomini pari, in mezzo a tre difensori, si gira e infila Pinedo. Spagna disunita, il solo Perrone sembra continui a lottare da solo contro gli azzurri. E sopratutto Del Lungo sta facendo “oltre” il suo ordinario: non si passa da quelle parti. Altro miracolo azzurro: Echenique finta, poi scarica su Dolce, che non sbaglia. Italia sul +4. Non solo: grande controfuga di Di Fulvio, come una lama che affonda nel burro. E Pinedo capitola. Italia sul +5. Quarta rete in parità numerica. Ancora un lampo da “furbetto” di Pinedo, che tenta di negare a gran voce una deviazione in angolo, quindi l’ennesima superiorità alla Spagna, che Mallarach trasforma. Italia a +4.
Ultimo tempo: 8 minuti e 4 reti separano l’Italia dall’oro. Ed incomprensibile la decisione dell’americano Goldberg che manda fuori definitivo Di Somma per un presunto gioco violento. La risposta a questa assurda decisione arriva da Stefano Luongo: tiro velenoso con Pinedo bruciato, visto che non s’avvede dello spazio fra il suo corpo ed il palo. Italia a +5. Continano intanto le decisioni assurde dell’arbitro americano (lo avevamo preannunciato che era un enigma) che manda fuori con il terzo fallo Figari.  Continuano le espulsioni “americane” contro l’Italia, tanto che Campagna va a protestare energicamente con l’insulso arbitro Goldenberg. Mallarach accorcia, Campagna si becca un giallo. La potenza “politica” della Spagna non emerge solo in questi particolari: a fine gara Pinedo verrà premiato come miglior portiere della finale. Pagliacci questi cialtroni della FINA !
E comunque nulla può anche la politica contro questo Settebello. E’ indomito. E’ fantastico.
Ed alla quinta realizzazione iberica, risponde Bodegas, mettendo il decimo sigillo.
Grande, Italia. CAMPIONI DEL MONDO !

 

27 / 07/ 19

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