Grecia-Serbia 8-11
Grecia: Flegkas, Genidounias 1, Delakas 1, Dervisis, Fountoulis 3, Kapotsis, Pontikeas 1, Argyropoulos, Mourikis, Kolomvos, Gounas, Vlachopoulos 2, Zerdevas.
All. Theodoros Vlachos
Serbia: G.Pijetlovic, Mandic 1, Rasovic 1, Randelovic 2, Cuk 1, D.Pijetlovic 2, Ubovic 1, Aleksic 1, Jaksic, Filipovic 1, Prlainovic 1, S.Mitrovic, B.Mitrovic.
All. Dejan Savic
Arbitri: Mercier (FRA), Naumov (RUS)
Parziali: 3-5, 1-2, 3-3, 1-1

Budapest – La Serbia chiude al terzo posto: batte la Grecia 11-8 e conquista il bronzo. Gara giocata con rabbia dai plavi, e la partenza sprinti ne è la prova. Ma c’è tanta delusione fra le file di entrambi. La Serbia perché ha perso il trono, la Grecia, che a nostro avviso è la squadra che ha espresso il più bel gioco di questi mondiali, perché non è arrivata a medaglia.
La debacle dei serbi, al di là di alcuni elementi ormai datati e da cambiare, con la Croazia ha dimostrato che non solo la super corazzata è battibile, ma che il gioco espresso dal team di Savic si basa troppo sulle individualità. Mandic a mezzo servizio per infortunio, Filipovic meno lucido del solito, il solo Prlainovic è riuscito a tenere banco ai croati che si sono dimostrati un team più compatto. Oggi la reazione contro una Grecia ben disposta in vasca, con un giro palla, specie a uomo in più, veramente eccezionale, con un Fountoulis in gran spolvero, ma che si è dovuta arrendere alla loro forza fisica. E la strigliata che Savic ha inevitabilmente fatto nel dopo Croazia, ha portato ben nove dei suoi a rete. Sarà inevitabile, adesso, un ricambio: ma è certo che buttando un occhio alle giovanili, la Serbia non avrà problemi e non patirà uscite di scena.
Il serbatoio, a Belgrado e dintorni, è sempre pieno.

Nell’allegato il play by play della finale di bronzo 

 

29 / 07/ 17