In attesa di conoscere la data fissata per il recupero del match tra Trieste e Padova, sono di Catania, Roma e Verona i primi acuti del campionato più bizzarro e stravagante della storia della pallanuoto femminile di A1.

La corsa al 37esimo scudetto, che si disputa in piena emergenza Covid si è aperta con la rotonda affermazione dell'Orizzonte Catania impostasi 26-9 sull'Ancona con la compagine marchigiana presentatasi all'appuntamento con sole 11 giocatrici a referto.
Grande dominatrice in zona gol, Laura Barzon. L'ex Padova, rientrata in Italia dopo l'esperienza spagnola col Sabadell e finita ad indossare la calottina del sodalizio etneo, ha messo a segno 6 delle reti che hanno determinato il bottino delle isolane.

«Il risultato era la cosa che oggi contava meno -ha detto a fine match l'allenatrice del Catania Martina Miceli- sembra tutto davvero surreale e, osservando la situazione c'era quasi un senso di vergogna pensando di giocare a pallanuoto e di provare piacere nel tornare a farlo. In questo momento sembriamo quasi fuori dal mondo, quindi questi sono dei momenti in cui ci si rende conto che siamo davvero delle privilegiate, perché facciamo ciò che amiamo, circondate da persone che amiamo e ci amano. Per arrivare alla partita di oggi c'è stato tanto lavoro dietro, le ragazze si sono divertite proprio perché è sempre bello tornare a giocare. Speriamo di andare avanti nel migliore dei modi in questo percorso. Sappiamo che avremo degli imprevisti, com'è successo ieri sera con l'infortunio di Valeria Palmieri nell'unico nostro vero allenamento di questa settimana. Siamo consapevoli che vivremo un'intera stagione fatta di determinate cose, ma noi siamo l'Orizzonte, vogliamo sempre stare un passo avanti e dobbiamo esserlo».
Sul fronte anconetano questo il commento del tecnico Milko Pace: «Sono molto, molto contento della prima metà gara. Poi dovremo capire se a penalizzare il resto del match è stata solo la stanchezza, visto che tra l'altro eravamo in undici e dunque con pochi cambi a disposizione. Un calo di ritmo c'è stato, giocando senza centroboa la squadra ha fatto tanto movimento e spinto molto in contropiede, un tipo di gioco dispendioso in fatto di energie. Forse abbiamo pagato un po' la fatica, ma resto molto soddisfatto dell'atteggiamento mostrato dalle ragazze, per quello che abbiamo fatto, perché in attacco ci proviamo, anche se contro squadre come l'Orizzonte questo aspetto porta inevitabilmente a scoprirci un po' troppo».

Nell'altro confronto del girone la SIS Roma ha avuto ragione, imponendosi per 9-4 sulla Florentia. Capitoline sempre avanti nel punteggio (5-2 a metà gara). Buono dunque il debutto della squadra di Marco Capanna che schierava ben tre debuttanti contro una Florentia che ha comunque mostrato grinta e volontà, fattori che potrebbero tornare utili in occasione delle prossime sfide.

Soddisfatto ed orgoglioso di come si sono comportate tutte le sue giocatrici il coach della Roma Marco Capanna: «Le ragazze hanno avuto identità, compattezza difensiva ed hanno fatto buone giocate. A livello fisico abbiamo faticato un po’ perché abbiamo dovuto fare qualche giorno di stop con gli allenamenti che abbiamo accusato. Le giovani hanno avuto spazio per giocare ed hanno avuto l’atteggiamento giusto. Anche le “grandi” (relativamente perché sono tutte veramente giovani) si sono comportate benissimo! In queste prossime settimane cercheremo di fare meglio ma partiamo da una base molto solida».

Nel girone A il Verona segna il debutto con una vittoria (14-8) sul Bogliasco unica squadra rimasta a difendere i colori della Liguria nel massimo campionato.
A dare un grosso contributo al successo del Verona, ironia della sorte, sono state giocatrici provenienti dalla Liguria come Roberta Bianconi (che si è vista parare due rigori da Carlotta Malara) e Carolina Marcialis (quest'ultima fresca di nuova convocazione in azzurro), autrici di 3 reti a testa. Migliore realizzatrice è stata Elena Borg (4 reti).
Nonostante la vittoria, il tecnico del sodalizio veneto, Giovanni Zaccaria non è soddisfatto: «Non abbiamo giocato bene, siamo state discrete in difesa ma in attacco scoordinate. È un gruppo nuovo, i meccanismi sono da rodare e l'impossibilità di giocare amichevoli rallenterà ancora di più l'assimilazione degli schemi e l'amalgama. Dopo la coppa, in cui è stato evidente questo problema, abbiamo iniziato la quarantena e questo ha complicato la crescita del gruppo. Speriamo di poterci allenare tutte assieme, altrimenti è come disegnare la pallanuoto sulla lavagna».

Nella foto:
Carlotta Malara

07 / 11/ 20