È finita con accenni di rissa sia tra i giocatori sia sugli spalti la sesta giornata di A1 che ha visto la Rari perdere (10-9) in casa con l'Ortigia che si conferma così prima in classifica a punteggio pieno. Per quanto fatto vedere in vasca i biancorossi di Alberto Angelini avrebbero meritato almeno il pari.
 
«Abbiamo giocato una buona partita - ha commentato a fine partita lo stesso Angelini - abbiamo ritrovato compattezza di squadra. A decidere le sorti dell'incontro è stata la prestazione del portiere avversario, Tempesti».
Con Da Rold schierato subito tra i pali preferito a Massaro la Rari è partita accentuando in difesa il proprio gioco a pressing prima di chiudersi nella consueta zona. Una tattica che ha pagato perché, su uno dei ribaltamenti di fronte, è stato Campopiano a bucare la retroguardia aretusea. Il vantaggio biancorosso è stato però subito vanificato dal ritorno dell'Ortigia che con Vidovic e due rigori di Gallo ha ribaltato la situazione portandosi avanti 3-1. Sul duplice vantaggio ospite il sette savonese ha vacillato parecchio fallendo anche due superiorità numeriche prima di trovare il pari grazie a Fondelli su rigore e Patchaliev con una bella palombella.
Il baby biancorosso è stato bravissimo anche a fil di sirena del quarto quando, in superiorità, ha firmato il nuovo pareggio dopo che la Rari aveva incassato il nuovo vantaggio a firma di Rossi. Il secondo tempo si è aperto con il 6-4 dell'Ortigia realizzato da Napolitano, Ferrero e Klikovac, quest'ultimo con il primo grande pasticcio arbitrale della coppia romana formata da Petronilli e Severo che ha assegnato la rete mentre la palla stava scivolando ancora verso la porta sguarnita ed era stata recuperata in extremis sulla linea da Iocchi Gratta. Nel terzo tempo i due fischietti hanno scontentato tutti.

In particolare Petronilli che, dopo aver fischiato un penalty a favore dello stesso Iocchi Gratta a tempo dell'azione apparso ormai scaduto, su proteste dell'Ortigia si è poi rimangiato la decisione salvo poi assegnarne immediatamente un altro e in maniera generosa alla Rari, penalty poi trasformato da Rizzo. Proprio il capitano biancorosso - bravo nel finale a stoppare una conclusione in superiorità dei siciliani - è stato l'autore pure del goal del - 2 al termine di una pregevole manovra orchestrata con Fondelli prima che Iocchi Gratta, dalla distanza, a 15" dalla fine della frazione firmasse il sette a otto che ha fatto esplodere il tifo della Zanelli.

Il pubblico savonese ha gridato allo scandalo ad inizio del quarto tempo quando Severo ha annullato il pareggio savonese, in superiorità numerica, per una presunta infrazione della linea dei due metri (l'equivalente del fuorigioco nel calcio) salvo poi, sul ribaltamento di fronte, comminare la seconda espulsione a Iocchi Gratta.
La Rari ha però dimostrato di avere tempra ritrovando il pareggio comunque con Fondelli in superiorità. Incredibili gli ultimi minuti di gioco. Rossi si è inventato la palombella del + 1 dei siciliani a 2'29" dal termine. Campopiano, con l'uomo in più, ha di nuovo pareggiato i conti poco dopo prima che nuovamente Rossi, ancora in superiorità, segnasse il +1 a 1'22" dalla fine.
Dopo una superiorità non sfruttata dall'Ortigia e scaturita da un'espulsione di Iocchi Gratta in attacco che, colpito da una gomitata di Tempesti era stato espulso tra le proteste del pubblico savonese, la Rari ha rischiato di subire ancora prima di avere ancora la palla del possibile pari schierando negli ultimi secondi in attacco il portiere ma senza esito.
Le frizioni tra i giocatori a quel punto sono sfociate in un accenno di rissa che si è protratto anche su bordo vasca e in tribuna tra sostenitori. «Una partita bellissima rovinata dall'arbitraggio - ha ammesso a fine partita il tecnico dell'Ortigia, Stefano Piccardo - è stata una gara di altissimo livello tra due grandi squadre». (1-da Il Secolo XIX)


Nella foto
Stefano Piccardo



 

15 / 11/ 21