Lavori in corso anche per la super Serbia vincitutto. La formazione di Dejan Savic in questi giorni è a Camogli, in versione riveduta e corretta. Per il common training contro la Pro Recco – nazionale numero uno al mondo e club da battere in ogni competizione che affronta -, infatti, il ct guida una squadra ringiovanita, priva di alcuni “senatori”, in particolare dei giocatori impegnati in Ungheria. Sabato, ore 19.30, alla Piscina Monumentale di Torino la Serbia affronterà la Pro Recco in un test match che promette spettacolo.

Il futuro, comunque, è cominciato. «Bisogna imparare anche a perdere. Perché capiterà. E bisogna saper rinascere ogni volta», spiega il tecnico serbo, 42 anni tra una decina di giorni. Intanto il collega italiano Sandro Campagna ha fissato un traguardo, ambizioso: «Arrivare a Tokyo 2020 a poter competere alla pari contro la Serbia. E giocare per provare a batterla».
Savic che ne pensa?
«Che fa bene a ragionare così. E’ legittimo. Noi siamo i campioni, ma nessuno è invincibile».

In allenamento, Savic alza spesso i toni della voce per richiamare i suoi se commettono qualche errore d’ingenuità. Ovvio che l’obiettivo sia mantenere alto il livello della squadra che, nelle ultime stagioni, ha vinto tutto in Europa e nel mondo, anche se a precisa domanda replica con un pronostico condito di scaramanzia: «Il podio di Budapest, la prossima estate? Croazia, Italia e Ungheria». Poi un sorriso complice.

Su un argomento il ct serbo non scherza: le ipotesi di rinnovamento del mondo della pallanuoto. Per esempio, avrebbe senso rilanciare il progetto di una Super League, un campionato continentale, come anche il calcio medita di fare?
Anni fa si era arrivati a un passo dalla realizzazione dell’idea.
«Non posso e non voglio rispondere. E sa perché? Chi comanda non chiede mai l’opinione di allenatori e giocatori».
E delle nuova regole che saranno votate a luglio, che dice?
«Rispondo allo stesso modo. A chi comanda non importa l’opinione degli addetti ai lavori».

Commentare non serve, si può solo condividere.  

Nella foto
Vujasinovic, Baldineti e Savic

14 / 04/ 17

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