Se a qualche curioso venisse la "voglia" di andare alle 6.45 della mattina allo Stadio del Nuoto di Civitavecchia, scoprirebbe che un gruppo di "amatori" over 50 tre volte alla settimana scende in vasca per fare una partitella di pallanuoto. Ma resterebbe ancor di più sorpreso se scoprisse chi si cela sotto una di queste calottine. Sveliamo l'arcano: l'avvocato Adriano Sansonetti, presidente del Tribunale federale.

Avvocato Sansonetti tutto ci saremo aspettati da lei tranne che la sua sveglia suonasse alla 5.30 della mattina, tre volte alla settimana, per andare a giocare a pallanuoto. Ci illumini perchè crediamo sia non solo una cusiosità, ma un novità assoluta.
Ebbene si, faccio parte di un gruppo di "matti" come ci hanno soprannominato alcuni amici, che ormai da circa trent'anni si vedono per stare un'oretta in vasca insieme e poi andare al lavoro. E' un'orario che ci fa comodo, perchè poi abbiamo tutta la giornata impegnata da mille cose e quindi con la disponibilità di chi gestisce la piscina facciamo la nostra brava partitella.

Ma da giovane lei ha giocato a pallanuoto?
No, mai, sono sempre stato amatore. Vede quando io ero ragazzo si andava in piscina per il nuoto. Poi se avevi le caratteristiche, potevi passare alla pallanuoto. Non c'erano come oggi le scuole di pallanuoto. A me sinceramente il nuoto non piaceva così giocavo d'estate con gli amici, facevamo qualche torneo a Largo Caprera, ma sempre a livello amatoriale.

Però qualche mala lingua riferisce che il suo sport preferito è quello di mettere le gambe sotto ad una tavola ....
E so' proprio malelingue (detto in romanesco, ndc)! Ho sempre fatto movimento, da giovane giocavo a calcio anche con le squadre degli avvocati, a tennis, poi è venuta la pallanuoto. Certo la cucina è una buona cosa, però ormai conservo da anni questa "insana" abitudine di andare al mattino a giocare. E con noi ci sono anche ex come Cattaneo, Cutellè, Bori che ancora oggi gioca nei master, e poi tanti dilettanti allo sbaraglio. Ma sempre a livello amatoriale.

Sarebbe quindi dura, se si dovesse impegnare con i master ufficiali, non essere poi vincente, visto che calcisticamente lei tifa per chi lo è quasi sempre ..
Ebbene si: per questo devo ringraziare mio padre che mi ha fatto scegliere i bianconeri! Pensi se avessi tifato per la Roma nel corso degli anni quante delusioni avrei avuto (e giù una risata fragorosa!)

Torniamo alla pallanuoto: ma come si comporta "il giudice" quando gli animi si scaldano? Quando si mettono le mani addosso?
Mai botte, mai, non ci facciamo male per il fatto che ci conosciamo ormai da anni, ma sono sempre litigate e diverbi, poi sulla chat tutto il giorno ... questo si. Siamo due fazioni, i bianchi ed i neri. Certo giochiamo senza arbitri (anche perchè a quell'ora ...) siamo autonomi, e poi ... se qualcuno è un pò troppo euforico allora li minaccio di non farli giocare per tre giornate! (seconda risata fragorosa).

Parliamo di pallanuoto, quella vera: come la vive dall'alto della sua carica, come affronta le sue responsabilità, quando dall'altra parte ci sono atleti che si sacrificano per amore di uno sport che riserverà solo a pochissimi un pò di gloria?
Lei ha toccato prima un tasto che reputo interessante: le mani addosso. Oggi questo sport è diventato troppo violento. Stiamo assistendo in maniera esagerata e preoccupante ad un'evoluzione verso un gioco sempre più violento, e se consideriamo che questo è uno sport di contatto, c'è qualcosa che stride, che non  va bene. Quasi ad ogni udienza partecipo a processi per zigomi rotti, mascelle e nasi fratturati, e così via. Sono episodi su cui non bisogna solo riflettere, ma lavorare perchè non accadano. Certo ci sono anche altri aspetti che ti coinvolgono, come la gestione dei ragazzi nell'età giovanile, con società che poi ci speculano, ragazzi "spinti" a fare cose che non dovrebbero fare. Noi non siamo delle macchine che dopo aver emesso una sentenza, ci togliamo la toga, e usciamo contenti di aver fatto il nostro compitino. Entriamo nei singoli casi, cercando di approfondirli, di curarli il più possibile.

Poi però arriva il Tribunale dello Sport del Coni e, magari, ribalta la vostra decisione...
Anche questo è un'altro aspetto, che peraltro io non condivido. Non trovo personalmente giusto che ci debba essere questo giudice supremo che ribalti la sentenza del tribunale, e poi la sentenza dell'appello. Sarebbe credo più opportuno che queste decisioni del "giudice dei giudici" venissero prese con un pò più di accortezza, salvaguardando i principi delle varie federazioni. Il nostro lavoro, con la collaborazione dei colleghi che compongo il tribunale federale, lo cerchiamo di svolgere salvaguardando lealtà e correttezza. Forse oggi ci sono episodi atipici rispetto a quelli che accadevano anni fa, ma da parte nostra c'è sempre la stessa passione, lo stesso impegno e la stessa tranquillità nell'affrontarli. Certo c'è sempre tanto da lavorare: avevo anche suggerito di fare incontri fra gli organi di giustizia sportiva e gli arbitri, per vedere insieme come interpretare e stilare i verbali, per vedere e capire insieme quali sono i modi per risolvere alcune problematiche che sono in aumento. Sarebbero occasioni di scambio ed arricchimento. La nostra passione nell'affrontare il mondo della pallanuoto c'è comunque sempre: dalle sei di mattina quando si fanno gli scontri amichevoli in vasca, a quando si devono affrontare aspetti più seri nell'ambito della giustizia sportiva.

 

13 / 11/ 17