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Sorride sotto il proverbiale baffo al microfono di Daniele Barone, il “giovane settantenne” come lo ha definito il cronista, perché domenica scorsa, a Bari, ha conquistato il suo primo trofeo da coach di un club.
Che va ad incrementare quella “piccola” bacheca che Ratko Rudic porta dentro di se: quattro Olimpiadi, tre mondiali, tre europei, tre coppe del mondo, world league, giochi panamericani .… e adesso, appunto, anche la Coppa Italia.

«Sono orgoglioso di averla vinta – ha dichiarato Rudic – una vittoria che mancava al mio curriculum. Anche se sono più contento per i giocatori, per il gioco che è in progresso. Abbiamo espresso qualcosa di diverso, abbiamo migliorato la difesa, e comunque abbiamo giocato stasera una partita eccezionale dopo quella di domenica contro il Brescia. Avevo paura che i ragazzi si rilassassero, invece siamo stati capaci di fermare il Barceloneta con una grande difesa».

Non si è comunque scomposto dopo il primo tempo in cui la Pro sembrava complicarsi un po' la vita: Pinedo paratutto, la rete di Munarriz, quindi il pareggio a pochi secondo dal termine di Aicardi.
Poi la forza del Recco è venuta fuori: «Avevo previsto questo andamento della gara – continua Rudic – ed avevo avvertito i giocatori sia per un possibile rilassamento, sia per la voglia di riscatto che poteva avere il Barceloneta. Ricordiamoci che gli spagnoli sono una delle squadre più forti in Europa. Ho chiesto ai ragazzi di applicare il nostro gioco, senza mai fermarci un attimo, e non dobbiamo pensare ai nostri avversari, sono loro che devono pensare a come giochiamo noi. Abbiamo impedito al Barceloneta di alzare il ritmo ed alla fine siamo arrivati a conquistare un bel risultato».

Risultati e classifiche dopo il turno di Champions al link ><

 

14 / 03/ 19

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