E' cosa nota: quando una società manda un comunicato stampa  per l’addio di un giocatore o di un allenatore, c’è sempre qualcosa che cova sotto la cenere. Oggi la Roma Nuoto ha comunicato che Roberto Gatto, l’ultima bandiera di quella Roma campione d’Italia del 1999, getta la spugna e lascia la panchina del club capitolino.

Aveva debuttato nel 1999 con la calottina giallorossa, proveniente dalle Fiamme Oro: a fianco nomi illustri della nostra pallanuoto, da Angelini a Ferretti, da Vujasinovic a Gandolfi, da Benedek a Vittorioso. Una Roma che riuscì a rompere l’egemonia di Pescara e Posillipo, grazie ad un guru come Pierluigi Formiconi. Poi l’improvvisa malattia di Ernesto Sciommeri nel 2002, allora presidente giallorosso e numero 3 del CONI, costretto a lasciare la società e la misera fine di una grande club.
Quindi Roberto Gatto passa sulla sponda biancoceleste, che abbandonerà nel nel 2006 per indossare la calottina del Civitavecchia. Nelle successive cinque stagioni passa da una società all’altra, ma tutte sempre con un comune denominatore: Roma. Roma Pallanuoto, Roma Vis Nova, Roma 2007. Fino all’attuale Roma Nuoto, dove ha trascorso gli ultimi otto anni, seguendo le giovanili poi la prima squadra, con lo storico ritorno in A1 nel 2018 e la conquista, da neo promossa, del sesto psoto e quindi dei play off.

Oggi le strade si dividono: il comunicato recita “consensualmente”, ma è difficile crederci. C’è la convinzione che, come accaduto già a Firenze, la crisi economica post covid abbia colpito ancora. Ed è ben difficile capire come la squadra espressione della capitale non sia in grado di muoversi e trovare un adeguato supporto economico.
«Dopo otto anni lascio una società che mi ha dato tanto – parole di Roberto Gatto -. Questa decisione è stata la più difficile della mia vita sportiva. Nella Roma Nuoto lascio una parte del mio cuore, che rimarrà sempre viva dentro di me. Ma in questo specifico momento della mia vita questa scelta è stata inevitabile. Auguro i migliori successi sportivi alla società e a tutti gli atleti».

05 / 06/ 20