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Un’indagine sportiva sulla Pro Recco dopo che il club ligure è finito nel mirino del fisco in seguito a due cause di lavoro? Piero Borelli, ds del Brescia, al Secolo XIX ha detto: «Non saremo noi a sollecitare l’apertura di un’inchiesta. Ma c’è una Procura federale». Claudio Mistrangelo, dt del Savona, è stato lapidario: «Gli scudetti si vincono sul campo». Per ora a Roma non si è mosso nulla. Ma la Procura della Fin potrebbe decidere di aprire un fascicolo acquisendo gli atti e poi agendo autonomamente. O potrebbe essere la Procura generale per lo Sport presso il Coni a sollecitare un’indagine o, addirittura, ad avocarla a sé, come in un caso recente riguardante il ciclismo.

La norma 32 comma B del Regolamento di giustizia sportiva della Fin spiega che la prescrizione s’interrompe «entro il termine della sesta stagione sportiva successiva a quella in cui è stato commesso l’ultimo atto diretto a realizzare la violazione in materia gestionale ed economica». Responsabilità, ovviamente, tutte da provare e dimostrare. Nel caso, la giustizia sportiva potrebbe prendere provvedimenti relativi alle stagioni dal 2010-2011 (Savona battuto in finale) in poi (cinque volte Brescia battuto dalla Pro Recco).

Intanto sia il Secolo XIX che l’edizione genovese di Repubblica riportano la notizia della richiesta di sequestro dell’area ex Iml da parte dell’architetto Daniela Grasso, a suo tempo incaricata di curare il progetto di trasformazione a fini sportivi dell’area stessa, e successivamente esclusa.
Nel pomeriggio la San Rocco Immobiliare S.p.A. in liquidazione con un comunicato stampa precisa che "è in corso la causa contro l’arch. Daniela Grasso alla quale è stato eccepito il grave inadempimento professionale nell’ambito del progetto architettonico relativo all’area ex IML di Recco ed è stata chiesta la sua condanna a corrispondere in favore della società,  la somma di Euro 175.000,00, con riserva di ogni ulteriore richiesta risarcitoria in corso di quantificazione".

Nella foto Gabriele Volpi

 

19 / 11/ 16