VSC Szolnoki – Pro Recco 10-9
Szolnoki: Nagy, Gocic, Batori, Zalanki, Jansik 1, Mezei, Aleksic, Younger 4, Prlainovic 3 (1 rig), Cuk 2, Kis, Fulop, Kardos.
All. Sandor Cseh
Pro Recco: Tempesti, Di Fulvio, Mandic, Bruni, Molina 2, Bodegas, Ivovic 4 (1 rig), Echenique 1, Alesiani, Filipovic 1 (1 rig), Aicardi 1, Gitto, Volarevic.
All. Vladimir Vujasinovic
Parziali: 1-3, 2-2, 3-2, 4-2
Arbitri: Putnikovic (SRB), Naumov (RUS).
 

Szolnok - Una di quelle partite che ti riconciliano con la pallanuoto, a prescindere dal simbolo che sbandieri sugli spalti. Questa la sintesi di Szolnoki-Recco nella quarta giornata del girone di Champions. È la gara tra due delle candidate quantomeno alla semifinale della coppa e lo dimostrano chiaramente, seppure in modo diverso, per tutto l’incontro.
Apre la gara la doppietta di Ivovic, poi Molina allunga ed il Recco è già a +3 in meno di altrettanti minuti. Lo Szolnoki sembra non aver ancora realizzato cosa sia successo, ci mette tempo per entrare in partita, riesce ad accorciare a un minuto dal primo riposo. Cominciano quindi a macinare gioco anche se lentamente, si avvicinano al risultato senza mai riuscire a pareggiare i conti. Il Recco dal canto suo c’è anche se appare un po’ opaco nelle giocate con l’uomo in più nonostante le due reti già realizzate. Se ne accorge Vujasinovic che durante un time out ricorda ai suoi cosa hanno preparato e subito Echenique, con un labbro gonfio per uno scontro di gioco, tranquillizza il “Sindaco”. Il resto lo fa Filipovic, a tutto campo come un ragazzino, che agguanta un pallone volante in zona centrale davanti a Volarevic con Bodegas fuori, per conservare il doppio vantaggio anche al cambio campo.
È perfetto il movimento di Bodegas ad uscire con l’uomo in più, lo schema scelto durante il time out risponde a Cuk a metà del terzo tempo, la partita cominica a farsi davvero bella, le squadre giocano a viso aperto e in maniera corretta anche grazie agli arbitri, molto attenti a fischiare il giusto tenendo il polso della situazione. Ancora Ivovic, costretto ad uscire per tre falli ma con un poker nel suo personale score, poi un gran gol di Prlainovic e infine Younger e Cuk riescono ad agguantare il pari tra terza e quarta parte della gara. Lo Szolnoki appare più in palla degli avversari che si fanno prendere alla sprovvista in un paio d occasioni oltre a perdere altrettanti palloni in zona d’attacco che potevano essere sfruttati meglio.
È la fase più difficile della gara per i biancocelesti, il pressing magiaro è asfissiante, Nagy con le sue parate carica il pubblico che fa il resto diventando l’ottavo giocatori in vasca. Ne fa le spese Gitto, che preso dalla rabbia per la situazione esce per brutalità (colpo a gioco fermo a Milos Cuk), complicando la vita ai suoi lasciandoli per quattro minuti con l'uomo in meno.
Prlainovic non fa sconti all’ex compagno Volarevic con il gol che vuol dire sorpasso, tutto sommato meritato per gli ultimi minuti effettivi di gioco prodotto.
Costretto ad inseguire, Vujasinovic decide di sfoderare tutta la sua migliore artiglieria mettendo in vasca i tre mancini a disposizione. L’effetto è positivo, arriva il fallo da rigore di Zalanki che costa l’uscita definitiva e alla squadra il pari momentaneo prima che Prlainovic, ancora lui, segna il nuovo vantaggio sul palo del portiere recchelino non esente da colpe. Non ci sta Molina e segna il gol più bello, una beduina da almeno 4 metri in posizione defilata che sorprende Nagy, così come fa Younger nell’azione successiva a meno di un minuto dalla fine pescando il jolly: le squadre sono sempre più allungate, le difese stremate, al suono della sirena lo Szolnoki riesce a tenere lontani gli avversari sull’ultima superiorità che poteva valere il pari.
Tirando le somme è stata una partita bella, intensa ed avvincente che il Recco forse ha creduto di vincere troppo presto. I magiari, caricati dagli urli di Cseh hanno pian piano ripreso il filo dell’incontro sfruttando i momenti di incertezza della difesa avversaria, la vittoria col minimo vantaggio per i padroni di casa rappresenta fedelmente i minuti di gioco sviluppato. Niente drammi in casa Recco, perdere di misura una gara come questa è nell’ordine della normalità, dispiace solo per il calo, più mentale che fisico, arrivato troppo presto.
Ma si sa, quando le gare vere, escluse un paio, si giocano solo in Europa, il rischio è questo.

 

 

09 / 12/ 17