Pro Recco – Waspo Hannover 14 - 10

Pro Recco: Tempesti, Di Fulvio 2, Mandic 3, Bukic, Dobud 1, Velotto 1, Aicardi 1, Echenique 1, Figari 1, Filipovic 2, Ivovic, Kayes 2, Bijac.
All. Ratko Rudic.
Hannover: Schenkel, Corusic, Bukowski, Real 1, Brguljan 2, Radovic 4 (1R), Jokic, Preuss1, Sekulic 1, Estrany 1, Ban, Winkelhorst, Goetz.
All. Karsten Seehafer.
Arbitri: Ivanovski (MNE), Zwart (NED).
Parziali: 2-2, 4-3, 4-2, 4-3 
Note: Nessuno uscito per limite di falli. Superiorità num. Pro Recco 3/9, Waspo Hannover 6/10. Spettatori 300 circa.

Hannover (ns inviato) – Senza dubbio che un Hannover per giunta senza Alex Giorgetti (ormai assente già dalle battute finali del campionato per motivi disciplinari) potesse mettere in ansia la Pro Recco, nessuno se lo aspettava. Ci sono voluti tre tempi per i biancocelesti prima di fare il vuoto. Un vuoto come quello sugli spalti: imbarazzante che la squadra di casa, che ha organizzato la Final Eight, abbia avuto si e no 300 spettatori. In perfetta linea con la disorganizzazione che ha imperversato in questo Stadionbad.
Recco dal canto suo ha messo in mostra la solita potenza delle sua bocche di fuoco, soprattutto i due mancini e il gigante Kayes.
«Mi aspettavo una partita così difficile – ammette mister Rudic a fine gara- potevamo giocare meglio in alcune fasi, non eravamo organizzati come al solito. Loro avevano meno pressione di noi e ogni tiro entrava, però alla fine abbiamo portato la gara in porto e ci sarà utile per il prosieguo del torneo. Che semifinale aspettarsi? Brescia ha giocato bene tutta la fase di Champions, l’Olympiakos ha faticato all’inizio ma poi ha finito in crescendo. Non ci interessa chi affronteremo».

Inizio in sordina per i Campioni d’Italia, anche perché hanno trovato fra i pali della formazione di casa uno Schenkel in formato atomico. Radovic e Sekulic ingannano i pochi presenti (situazione imbarazzante per la formazione di casa!) portanto i tedeschi sul 2-0, ma i conti si fanno … con l’oste: Di Fulvio prima, Filipovic poi (su penalty) rimettono in parità il risultato prima della fine del tempo. E poi … ecco il Recco: Filipovic in superiorità, Echenique in controfuga mostrano i denti all’Hannover, nonostante qualche bella parata di Schenkel. Ma non basta: è duro a morire il team teutonico, e prima in superiorità con Real, poi con un sacrosanto cinque metri (causato da Ivovic), Radovic rimette in parità il risultato. Recco sente la partita: qualche sbavatura di troppo in difesa, qualche errore in attacco lasciano spazio alle azioni del Waspo che certamente non si fa pregare.
E la gara è senza dubbio piacevole, con rapidi capovolgimenti di fronte, che portano prima il Recco in vantaggio con Mandic, quindi il nuovo pareggio con un bell’alzo e tiro di Radovic. A tre secondi dal termine arriva il gol spettacolo di Joe kayes, il samoano.  A metà gara il Recco è a +1. Torna sul doppio vantaggio il team biancoceleste dopo tre minuti di gioco del terzo tempo: Di Fulvio in superiorità, mette fuori gioco la difesa tedesca con una serie di finte e piega le mani a Schenkel.  La resistenza dell’Hannover è comunque ammirevole: per ben due volte Brguljuan cerca di agguantare il apri, ma Recco dice no e grazie al suo gigante Dobud tiene le distanze, che aumentano ancora con Kayes e Mandic con un cinque metri. Ultimo quarto: Preuss trova l’ottava rete, mentre Radovic trasforma l’ennesima superiorità e porta il Waspo a -1. Ed il Recco a questo punto decide di chiudere il match: Figari, Velotto, Mandic e Aicardi portano la Pro in semifinale.
«L’importante era strappare il pass per la semifinale – commenta capitan Ivovic - Abbiamo preso le misure, la prima gara è sempre difficile e in passato abbiamo faticato parecchio all’esordio. Non è facile giocare in un nuovo ambiente contro una squadra senza pressione».

Nella foto BK Studio
Francesco Di Fulvio

06 / 06/ 19

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