Su gentile concessione dell’autore, Stefano Arcobelli, pubblichiamo l’articolo tratto dal blog «Questione di stile»

Le possibili conseguenze di un’inchiesta (che si fa delicata). Partita sottotraccia, la vicenda che riguarda le denunce di presunte irregolarità presentate da Bartolo Consolo nei confronti della governance della Len e soprattutto del suo presidente Paolo Barelli, sta montando e prefigurando scenari assai clamorosi. Il blitz della Polizia cantonale di Vaud nella sede di Nyon della federazione europea con l’acquisizione dei documenti sulle questioni contestate potrebbe causare effetti pesanti e ha già messo Barelli nella condizione di persona informata sui fatti. Ovvero risulta ufficialmente indagato da un pm del distretto di La Cote per “gestione impropria” insieme al segretario generale David Sparkes e al tesoriere Tamas Gyarfas. I tre ovviamente verranno adesso interrogati per spiegare i loro comportamenti, così come l’ex direttore generale, il portoghese Paulo Frischknecht. Dalla Len ovviamente negano ogni tipo di accusa sulle presunte irregolarità, e parlano di “normale procedura” quella del blitz, che sa però di iniziativa eclatante, un po’ come l’arresto in contemporanea in Russia del dirigente Alexei Vlasenko per altre faccende.
Dicevamo delle conseguenze: intanto la procura federale italiana, che ha sentito Consolo, non ha ancora proposto l’archiviazione alla Procura generale dello sport, la quale potrebbe opporsi o accoglierla per mancanza di prove sufficienti o consistenti. Già da mesi il dossier è al vaglio del procuratore federale Angelo Sammarco che di recente ha convocato in Fin proprio Consolo. Il quale avrebbe presentato denunce anche al Tribunale di Roma. La procura italiana e quella elvetica si troverebbero ad indagare sullo stesso carteggio. Si coordineranno?

Poi ci sarebbero le conseguenze disciplinari: il codice etico della Fina come si comporterà alla vigilia del cambio di presidenza? Il futuro leader mondiale, Husain Al Musallam che prenderà il posto di Maglione, non è notoriamente vicino a Barelli come magari poteva essere il direttore uscente Cornel Marculescu contro le cui dimissioni si erano espressi proprio Barelli, Gyarfas, Sparkes e Diathesopoulos. La nuova Fina non sarà la stessa Fina, avrebbe confidato il dirigente del Kuwait che si riscalda in vista dell’investitura. C’è davvero il rischio di decadenza dai ruoli istituzionali, ovvero le federazioni europea e italiana (l’eventuale commissariamento è di competenza del Coni), se le inchieste andranno avanti e verranno confermate le accuse di Consolo? Insomma, pur respingendo tutto, per Barelli – che è anche parlamentare, aspirava al ruolo di sottosegretario e affronta con tutte le forze la battaglia per rilanciare il movimento e degli impianti stravolti dalla crisi causa pandemia – ricomincia una nuova sfida giudiziaria su tutti i fronti: stavolta con un’eco mediatico internazionale senza precedenti. Potrà schierare uno stuolo di legali, potrà sfruttare le lungaggini dei tribunali, potrà esercitare tutto il suo potere personali e influenze ai massimi livelli, ma sul piano personale diventa un’altra grana se non un macigno da superare. E’ il momento di fare chiarezza: come sono andate davvero le cose?

 

22 / 03/ 21