A poche ore dal primo fischio di inizio degli Europei, parterre de roi per la presentazione della manifestazione, con la tradizionale conferenza stampa, disertata dal presidente della federazione europea, Paolo Barelli.
«Felici di essere qui, nella casa della pallanuoto - dichiara in apertura il vicepresidente LEN Fernando Carpena -. Con quattro pass per le Olimpiadi di Tokyo a disposizione questo luogo fantastico che è la Duna Arena ospita uno dei tornei più importanti dell’anno», conclude.
Accanto a lui Attila Vari, indimenticabile campione in vasca ed attuale presidente della Federazione magiara, fermamente convinto che «Grazie a dieci mesi di lavoro dedicato, sarà un incontro di successo e si spera uno dei migliori campionati europei di sempre. Speriamo che i nostri ospiti saranno soddisfatti di ciò che possiamo offrire qui. Siamo in qualche modo obbligati a fare del nostro meglio, sulla base delle nostre tradizioni e delle esperienze che abbiamo acquisito negli ultimi anni organizzando un grande evento dopo l'altro».
Per la quinta volta a Budapest, la presentazione dell’Europeo vede insieme anche cinque ori olimpici: Attila Vari (2000 a Sidney, 2004 ad Atene), il LEN Bureau Liaison Aleksandar Sostar (Seul 1988 con la Jugoslavia), Gianni Lonzi, presidente della LEN TWPC (Roma 1960 con l'Italia), il Ct della nazionale di casa Tamas Marcz  (Sydney 2000) e il capitano della squadra Denes Varga (Pechino 2008).
Una competizione molto sentita dalla nazionale ungherese, come dichiara il suo capitano, il 2020 è l’anno olimpico «Dobbiamo ancora qualificarci e per arrivare a Tokyo sarà indispensabile un ottimo piazzamento. Ma non ci accontentiamo, vogliamo vincere il titolo qui. Sento che la squadra è in grado di raggiungere questo obiettivo». Che manca dal 1999 nella bacheca dell’Ungheria, quando a Firenze erano in vasca proprio Vari e Marcz.
Ed a proposito di medagliere, se è vero che i tricolori sono in cima alla classifica con ben 12 trionfi, occhio alla Serbia che, pur giovane come nazione, vuole centrare il quinto trionfo consecutivo dopo  Eindhoven 2012, Budapest 2014, Belgrado 2016, Barcellona 2018.
I serbi arrivano con la qualificazione in tasca, così come Italia e Spagna, ma di sicuro non saranno appagati. Alle loro spalle, e alle spalle delle finaliste, ci sarà un torneo nel torneo, con le pretendenti al pass olimpico e le ulteriori cinque squadre non ancora qualificate che avranno comunque il diritto di partecipare al torneo di qualificazione che staccherà gli ultimi biglietti per il Giappone.
I campionati europei inizieranno domenica 12 gennaio con il primo turno dei preliminari femminili, gli uomini inizieranno martedì. Finali previste per il 25 (donne) e 26 (uomini) gennaio.
Tutto gli incontri saranno visibili in streaming live gratuito sul sito web della LEN con commento in inglese. Foto, momenti salienti del gioco e interviste esclusive saranno disponibili anche sui social media LEN.

Albo d'oro femminile
1985 Oslo: Olanda, Ungheria, Germania Ovest
1987 Strasburgo: Olanda, Ungheria, Francia
1989 Bonn: Olanda, Ungheria, Francia
1991 Atene: Ungheria, Olanda, Italia
1993 Leeds: Olanda, Russia, Ungheria
1995 Vienna: Italia, Ungheria, Olanda
1997 Siviglia: Italia, Russia, Olanda
1999 Prato: Italia, Olanda, Russia
2001 Budapest: Ungheria, Italia, Russia
2003 Lubiana: Italia, Ungheria, Russia
2006 Belgrado: Russia, Italia, Ungheria
2008 Malaga: Russia, Spagna, Ungheria
2010 Zagabria: Russia, Grecia, Olanda
2012 Eindhoven: Italia, Grecia, Ungheria
2014 Budapest: Spagna, Olanda, Ungheria
2016 Belgrado: Ungheria, Olanda, Italia
2018 Barcellona: Olanda, Grecia, Spagna

Albo d’oro maschile
1926 Budapest: Ungheria, Svezia, Germania
1927 Bologna: Ungheria, Francia, Belgio
1931 Parigi: Ungheria, Germania, Austria
1934 Magdeburgo: Ungheria, Germania, Belgio
1938 Londra: Ungheria, Germania, Olanda
1947 Monte Carlo: Italia, Svezia, Belgio
1950 Vienna: Olanda, Svezia, Jugoslavia
1954 Torino: Ungheria, Jugoslavia, Italia
1958 Budapest: Ungheria, Jugoslavia, URSS
1962 Lipsia*: Ungheria, Jugoslavia = URSS
1966 Utrecht: URSS, Germania Est, Jugoslavia
1970 Barcellona: URSS, Ungheria, Jugoslavia
1974 Vienna: Ungheria, URSS, Jugoslavia
1977 Jonkoping: Ungheria, Jugoslavia, Italia
1981 Spalato: Germania Ovest, URSS, Ungheria
1983 Roma: URSS, Ungheria, Spagna
1985 Sofia: URSS, Jugoslavia, Germania Ovest
1987 Strasburgo: URSS, Jugoslavia, Italia
1989 Bonn: Germania Ovest, Jugoslavia, Italia
1991 Atene: Jugoslavia, Spagna, URSS
1993 Sheffield: Italia, Ungheria, Spagna
1995 Vienna: Italia, Ungheria, Germania
1997 Siviglia: Ungheria, Jugoslavia, Russia
1999 Firenze: Ungheria, Croazia, Italia
2001 Budapest: Jugoslavia, Italia, Ungheria
2003 Kranj: Serbia e Montenegro, Croazia, Ungheria
2006 Belgrado: Serbia, Ungheria, Spagna
2008 Malaga: Montenegro, Serbia, Ungheria
2010 Zagabria: Croazia, Italia, Serbia
2012 Eindhoven: Serbia, Montenegro, Ungheria
2014 Budapest: Serbia, Ungheria, Italia
2016 Belgrado: Serbia, Montenegro, Ungheria
2018 Barcellona: Serbia, Spagna, Croazia
* due argenti


11 / 01/ 20