C’era una volta la pallanuoto. Che si giocava d’estate e riempiva le piscine bord de mer. Per chi ce l’aveva, il mare. Ma spesso si riempiva anche dove il mare non c’era. Si giocava a Torino o a Lodi, nelle sere di luglio, e l’accoppiata gelato più pallanuoto funzionava. Bastava munirsi di uno spray antizanzare. Per non parlare di Catania o della Riviera. Chiedete a Pizzo, uno che la storia della pallanuoto l’ha vissuta, e l’ha fatta. Il ristorante a due passi da Punta Sant’Anna, fronte spiaggia, era sempre pieno. Arrivavano da tutta la Liguria, anche dal Ponente. Finiva la partita e tutti a mangiare pizza e focaccia col formaggio dai Pizzo, Piero e Eraldo. Turisti, tifosi, curiosi, arbitri, giocatori, giornalisti. La movida della pallanuoto.

Poi venne l’idea di copiare il boom del basket. Era un’idea condivisa, l’illusione delle piscine da riempire d’inverno, altro che gelato e anguria: waterpolo e cioccolata calda con un tetto sopra la testa. Ma non sfondò mai, la crisi dura ancora.

E venne la beach, sì la beach waterpolo. Un successone. E dopo vennero il beach volley, il beach soccer, il beach rugby e il foot volley, la moda dell’estate 2017, quella di Bobo Vieri e dei suoi amici. Adesso arriva Waterpolo by the Sea. Grazie all’entusiasmo di gente come Tommy Whalan e Maurizio Felugo, e pure alla sensibilità della Regione Liguria, svelta a dire sì e a mettere in calendario quella che già si presenta come un evento di fine estate.

Già, ma la beach? Possibile che nessuno, nell’ambiente, abbia (ri)pensato a un circuito itinerante, dalle Riviere ligure e adriatica alla Costiera Amalfitana alle spiagge della Sicilia e della Sardegna? Ci vorrebbe un’idea, la voglia di metterla in pratica. Ci vorrebbe pochissimo e sarebbe un successo. Sarebbe facile anche trovare gli sponsor. Ci vorrebbe qualcuno che, in Federazione, avesse voglia di studiare un format. Sarebbe compito (facile) di una Lega, se ci fosse una Lega. E sarebbe ottima propaganda, si creerebbe fidelizzazione. Le iniziative singole crescono, i tornei a mare calamitano interesse. Ma, al solito, manca un progetto ad ampio respiro.

Nel caso, si può chiedere un consiglio a Bobo Vieri.

 

 

10 / 08/ 17

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