Spettatore in poltrona, perché fra pochi giorni ripartirà per il Canada dalla sua nazionale, Pino Porzio ha seguito con grande interesse la finale europea fra Ungheria e Spagna. Da protagonista di tante battaglie, con il Posillipo e con il Settebello del Grande Slam da atleta, poi come tecnico dei napoletani e della Pro Recco come tecnico, è rimasto impressionato dall’intensità di gioco messa in vasca dalle due formazioni.

«E’ stata una bella partita – ci ha dichiarato -, per essere una finale: c’è stato un grandissimo equilibrio con belle giocate sia di squadra che individuali. Da una parte ovviamente Denes Varga che è uno spettacolo con quel suo tiro micidiale, i due mancini, Zalanki e Vamos, ed anche il giovane Manhercz. Poi i due portieri, Victor Nagy e Lopez Pinedo: decisivi sopratutto nella prima parte del match. Nella Spagna mi sono piaciuti Munarriz e Mallarach e i giovani che Martin ha inserito. Gli iberici oltre ad avere interpretato ad hoc il nuovo regolamento, secondo me giocano molto bene la fase statica, quindi sui centri. Ed hanno un grande equilibrio: nella parte veloce e nelle entrate che sanno sfruttare al meglio, e sono bravi davanti perché riescono a guadagnare parecchie espulsioni. Alla fine, avrebbero meritato tutte e due di vincere».

Ne converrà che anche chi vince ai rigori ha qualche cosa in più.
Certamente. L’Ungheria è stata più brava ed ha meritato la vittoria. Dal suo canto la Spagna ha confermato di essere una squadra di primissima fascia. Analizziamo il percorso agli europei: ha battuto Serbia e Croazia, pareggiato con l’Ungheria nella fase a gironi. Credo che sia una seria candidata alla vittoria olimpica. Hanno un mix importante che dà esperienza ai giovani. Perrone nel quarto tempo ha messo in ginocchio l’Ungheria, Pinedo ha chiuso la porta. La loro importanza in squadra è enorme, perché mettono l'esperienza al servizio dei più giovani. E questo è molto importante.

Victor Nagy ha trentasei anni, Lopez Pinedo quaranta. Come si spiega che siano stati i migliori portieri dell’Europeo?
Non è difficile capirlo: l’esperienza è un valore. Ci vuole sempre un giusto mix fra giovani e meno giovani. La squadra ideale ha due o tre giocatori di grande qualità e di esperienza e poi giovani di talento. I due portieri di questa finale non hanno la freschezza dei ventenni ma hanno un bagaglio di esperienza e si è visto nelle loro parate. L’ultima parata di Nagy, che ha salvato il risultato nei tempi regolamentari, sul tiro di Mallarach partito in controfuga, sembrava facile da eseguire. Ma in una finale solo un portiere esperto poteva avere la freddezza di bloccare la palla che gli è schizzata davanti. Sono ancora i più bravi anche perchè si vede che si allenano seriamente ed a questi livelli la loro esperienza è fondamentale.

Cosa pensa della performance dell’Italia?
E’ arrivata un po' come la Spagna per confermare quanto ha fatto di buono fin qui. Non è facile perché ai massimi livelli basta un nulla per scivolare. Nella partita con il Montenegro non ha giocato da Italia. Il Montenegro ha fatto una grandissima partita contro un avversario che forse si è sentito un po' appagato. Ero curioso di vedere la forza mentale di questa squadra nel ripetersi a breve distanza dal mondiale. Non è andata come si sperava ma penso che il Settebello abbia i numeri per andarsi a giocare tutto ai giochi. Come del resto la stessa Serbia. Forse una sconfitta oggi li ha riportati con i piedi per terra, perché è una grandissima squadra, con talenti straordinari, e quindi deve ritrovare quella spinta per essere rabbiosa e cattiva. 

Lei parteciperà al preolimpico di Rotterdam con il suo Canada. Come la vede?
Per noi sarà durissima contro Montenegro, Croazia e Grecia. Senza dimenticare l’enigma Russia. Poi ci sono anche Germania e Olanda. Fra pochi giorni Cina e Kazakistan si giocheranno il pass per Tokyo e la perdente verrà a Rotterdam.  Ricordo che ci saranno solo tre posti disponibili: radio vasca dice che il Sudafrica abbia deciso di partecipare. Quindi per il Canada, che è una squadra molto giovane, sarà dura, ma ci giocheremo le nostre chances. Sopratutto per verificare la crescita di questo gruppo dopo 4 anni di duro lavoro. Tutto dipenderà dagli incroci, ma c’è speranza che si possa fare bene.

 

26 / 01/ 20

Potrebbero interessarti