«Abbiamo compiuto un’impresa, nessuno ci avrebbe visto in semifinale», dice senza giri di parole Stefano Piccardo. I suoi ragazzi hanno compiuto il miracolo in casa del Vouliagmeni, una qualificazione storica per l’Ortigia, nessun quotista avrebbe puntato cifre su questo risultato, soprattutto dopo la sconfitta, seppur di misura, casalinga.
La squadra è ancora ad Atene, ottima scelta in vista della gara contro il Posillipo di sabato in campionato, tenere alta la concentrazione dopo una vittoria del genere sarebbe stato davvero difficile a Siracusa.

Quali erano le sensazioni alla vigilia?
Devo dire che perdere in casa paradossalmente ci ha caricati. Abbiamo lottato contro una squadra costruita per giocare la Champions e uscita contro ogni pronostico, la gara è stata tiratissima fino all’ultimo, uno spettacolo punto a punto. E proprio questo ci ha fatto prendere coscienza dei nostri mezzi. Nelle ultime due settimane ci siamo allenati per sistemare quelle cose che non andavano e siamo arrivati molto concentrati.

Quando ha capito che era fatta?
A metà del quarto tempo, non prima. I ragazzi hanno giocato davvero alla grande, in difesa a uomini pari così come in inferiorità, in attacco molto precisi, ho avuto subito sensazioni molto positive, ma ovviamente le partite sono imprevedibili, devi sempre giocarle senza mai distrarti perché soprattutto con squadre come quella greca non sei mai certo del risultato. Non dimentichiamo che meno di 2 anni fa l’Ortigia ha giocato l’ultima di campionato per evitare la retrocessione, una crescita enorme.

Sabato altra gara tosta…
Sembra un po' di rivivere la gara contro la Canottieri, a Napoli dopo aver giocato in coppa. Perdemmo giocando molto male, restare ad Atene fino a venerdi ci aiuterà per ricaricarci mentalmente. I rossoverdi sono una squadra completa, due centri di valore, due mancini, oltre a Roberto (Brancaccio, ndc) che stimo molto come tecnico.

E con il rischio concreto che possa essere una delle ultimissime partite giocate con le vecchie regole
Trovo già assurdo dover parlare di queste cose. Cambiare in corsa è una cosa che non si è mai vista, il nostro sport perde di credibilità in questo modo. Senza contare le difficoltà che avremo noi così come le squadre in Champions, giocare al sabato in un modo, nuovo tra l’altro, e il mercoledi successivo con regole che saranno un esperimento per tutti. Ne vedremo delle belle ...

 

06 / 12/ 18