Giorni orsono abbiamo lanciato l’idea di riprendere là dove era stata lasciata la beach waterpolo, per dare un segnale di ripresa, per  dare un po' di popolarità, per far riprendere il ritmo ai giocatori fermi dal 7 marzo.
Ma FIN, come sempre, disdegna le idee che arrivano dal basso, che non sono partorite dalle solite menti.

La sfida la lancia Gianni Petrucci, lungimirante presidente della Federbasket, ed ex numero uno del CONI: «Per affrontare la ripartenza del basket dopo l'emergenza Covid–19 – ha dichiarato all’ANSA -, sto pensando alla possibilità quest'estate, in caso di restrizioni e nel caso le autorita' lo permettano, di riportare questo sport alle origini: giochiamo all'aperto».
In una lunga intervista rilasciata giorni orsono al Corriere Adriatico, Petrucci aveva toccato questo tema, pensando non solo allo sport ma anche alle società che stanno patendo il lungo stop.
Già ad aprile, con una grandissimo ed ardito gesto, aveva distolto dai contributi erogati da Sport e Salute, la quota riservata alla preparazione olimpica per dare ossigeno ai club.
La FIN invece, dopo i faraonici proclami dei giorni scorsi, non solo non ha distribuito un centesimo, ma i famosi quattro milioni di euro promessi non sono altro che quote tesseramenti e tasse gara della prossima stagione.
«Nel nostro sport – ha spiegato Petrucci all’ANSA – è possibile giocare all’aperto. In particolare nel tre contro tre, ma anche nel basket giocato a cinque giocatori. Il clima in Italia ci aiuta. Perche' non sfruttare questa opportunita' per evitare il piu' possibile i rischi da contagio?»
Con l’occasione ha anche annunciato di aver commissionato al Politecnico di Torino lo studio di una mascherina specifica che possa essere indossata dai giocatori, consentendo di respirare e giocare.

La FIN, che ha a disposizione chilometri e chilometri di costa ed il mare gratis, invece, si gira dall’altra parte.

 

12 / 05/ 20