Ungheria-Italia 9-9

Ungheria: V. Nagy, Torok, K. Manhercz 1, Zalánki 1, Vamos 3, Hosnyanszky, Ad. Decker, Gor-Nagy, Erdelyi, De. Varga 3, Mezei, Harai 1, At. Decker.
All. Tamas Marcz
Italia: Tempesti, Di Fulvio 2, Gitto, Figlioli, N. Presciutti 1, Mirarchi 1, Nora 1, Fondelli, Renzuto Iodice 3, Bodegas 1, Aicardi, Bertoli, Volarevic.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Naumov (RUS), Schwartz (ISR)
Parziali: 4-4, 2-1, 2-3, 1-1
Note: uscito per limite di falli Renzuto Iodice (I) nel III tempo, Erdelyi (U), Bertoli (I) e Torok (U) nel IV tempo. Espulsi per reciproche scorrettezze nel III tempo Fondelli (I) e Harai(U). Ammonito nel III tempo Marcz (all. U). Nel III tempo Tempesti (I) subentra a Volarevic. Superiorità num. Ungheria 4/9, Italia 5/11. Spettatori 8000 circa.

 

Budapest - Una gara come non si vedeva da tempo quella tra Ungheria e Italia. Se la giocano, se le danno di santa ragione fino a costringere i fischietti a un rosso per parte in contemporanea, nuotano e non mollano anche quando l’ossigeno viene a mancare, il pubblico della Halfred Hajos vorrebbe spendere già domani i soldi del biglietto per rivedere una partita giocata con questo ritmo e coraggio da parte di entrambe le squadre.
I primi 14 minuti sono giocati tutto d’un fiato, i due CT quasi non riescono a operare cambi tanta è la foga delle squadre. Gli azzurri non si fanno intimidire dagli spalti strapieni, in fondo i colori sono gli stessi, cambia solo il verso sulla bandiera ma i nostri sembrano non farci caso più di tanto. Sono 4 i gol per parte alla prima sirena, con i magiari che devono inseguire le 2 reti in due minuti di Nora e Renzuto con altrettanti in altrettanto tempo. Da quel momento è gol su gol fino al rigore e al successivo uomo in più di Varga che ribalta il risultato fino al cambio campo. C’è tantissimo fisico in ogni giocata e in ogni transizione, spesso ai limiti del regolamento. Ne fanno le spese Fondelli e Harai, autore in precedenza di una splendida beduina, fuori definitivamente nel terzo parziale. Ed è un segnale chiaro degli arbitri alle squadre: così non va, bisogna restare calmi. Giusta decisione per Naumov e Schwartz, tanto equilibrio nel mantenere il metro di giudizio uniforme per buona parte della gara gestita con le espulsioni ed evitare di raggiungere il punto di non ritorno.
Si rialzano i ritmi, i padroni di casa allungano ma Campagna resta estremamente calmo per trasmettere tranquillità alla squadra con 4 uomini gravati di 2 falli oltre Fondelli già con l’accappatoio. Al resto ci pensa Tempesti, in staffetta con Volarevic che non sfigura assolutamente nelle prime 2 frazioni, spaventando in un paio di occasioni i tiratori di casa alzandosi davanti a loro come solo lui sa fare.
Ne approfittano Renzuto (tripletta e tanto coraggio nei momenti topici) e Di Fulvio che riagguantano la doppia inferiorità, Presciutti poi non si lascia intimidire da un pallone pesantissimo a 3 secondi dalla terza sirena e risponde a Vamos per il nuovo pareggio.
Una partita davvero bella e avvincente, l’Italia ci ha abituati a palleggio e movimenti sincronizzati, l’Ungheria meno negli ultimi anni ma è una piacevole sorpresa, la cura Marcz funziona sia nella testa che nel gioco. Ne viene fuori una partita davvero bella che nessuno vuole perdere, nemmeno quando il nuoto inizia ad essere più lento e si iniziano a vedere troppe giocate singole, segno che l’ossigeno inizia a mancare. Sorpassi e controsorpassi non si contano più ormai, c’è tempo anche per Mirarchi di cancellare lo zero sul suo score nella manifestazione con un tap-in con l’uomo in più che potrebbe dare la carica ai suoi per la zampata vincente ma Varga a poco meno di 4 minuti riprende il pareggio definitivo che divide la posta: entrambe le squadre possono lamentarsi di aver gettato qualche palla buona per la vittoria, sintomo che è il risultato più giusto.
Per i nostri «la consapevolezza di poter giocare alla pari anche con squadre messe meglio di noi dal punto di vista fisico – dice Campagna a fine gara – il fatto di aver recuperato il doppio svantaggio la dice lunga sul nostro livello. Abbiamo giocato davvero una buona partita – continua – facendo belle cose sia in attacco che in difesa. E poi abbiamo saputo approfittare del momento di confusione degli avversari quando si sono ritrovati davanti Tempesti, l’avevamo previsto e ci è andata bene», conclude.
Bisognerà aspettare il terzo ed ultimo turno per stabilire la vincente del girone, saranno i gol probabilmente a fare la differenza. Quelli che non sono mancati nei momenti caldi a Renzuto: «da un po’ provo queste situazioni di gioco, mi è andata bene, speriamo continui così» dice con timidezza e altrettanta gioia mista ad orgoglio. A conti fatti i suoi tiri sono quelli che hanno più volte spezzato il gioco avversario. «Sapevamo che potevamo andare sotto ed eravamo preparati alla situazione – conclude -ma non abbiamo mai perso la voglia di portare a casa il risultato».

19 / 07/ 17