Senza dubbio il passo più importante per i “cambiamenti” delle regole che la FINA avrebbe voluto mettere in pratica è stato fatto nel congresso di Budapest del 2017, quando ci fu la grande levata di scudi contro un'ignobile trasformazione della pallanuoto in altro sport.
«Diciamocela tutta – ci ha dichiarato Paolo Barelli, presidente FIN e LEN - queste modifiche possono anche passare perchè non cambiano sostanzialmente il nostro sport».
Si può parlare di “limature”: portare il tiro ai sei metri, o punire il fallo da dietro ci sta tutto, togliere due time out e cambiare i tempi di gioco hanno problematiche diverse.

«In effetti con l'eliminazione di due time out e accorciando i tempi di gioco sulle ribattute – prosegue Barelli – si va a ridurre il tempo globale di una partita. Alla FINA probabilmente sta bene, perchè se oggi le loro manifestazioni prevedono sei o sette partite al giorno, così facendo potrebbero aumentarne il numero. Ma non per il pubblico che va a vedere una gara di campionato o di coppa: una partita con queste novità durerebbe più o meno un'ora. Mi sembra poco».

Ma le vere problematiche comunque sarebbero altre: «Certamente, perchè se dovessimo cambiare adesso le regole – continua il Presidente della FIN – dovrebbero essere istruiti tutti gli arbitri e le giurie. Senza avere i tempi tecnici. Se invece di farlo a dicembre questo congresso la FINA lo avesse fatto a giugno scorso, avremmo avuto due mesi per istruire anche la classe arbitrale. Ma non solo. C'è un'altro problema che ritengo sia più gravoso per il mondo della pallanuoto. L'adeguamento delle strumentazioni che segnano i tempi, mon tutte possono essere modificate. Quindi andranno sostituite. Ci lamentiamo che il nostro è un mondo “povero”, che siamo senza soldi. Chi lo va a dire adesso a tantissime società che devono cambiare tutto il sistema elettronico che ha costi non indifferenti?».

Dunque l'idea di non cambiare i regolamenti in corsa è sempre più pressante:«Per quanto riguarda i nostri campionati, visto che le indicazioni della FINA hanno due mesi di tempo per essere applicate e che a livello nazionale possono slittare tranquillamente a fine stagione, sarebbe meglio non cambiare a gennaio ma con la prossima stagione. Sarebbe più semplice per tutti. Ogni sabato abbiamo tra serie A e B maschile 55 partite, di cui 24 con doppi arbitri, quindi se i conti tornano dovrebbero essere 79 i fischietti che dovranno essere indirizzati verso queste nuove regole. Senza contare le giovanili. Poi le giurie, che avranno il compito di “cambiare” il tempo da 30 a 20 secondi durante le azioni. E' improponibile farlo in corsa. Per non parlare dell'adeguamento dei vari tabelloni. Credo che siano proprio sbagliati i tempi per mettere in pratica queste scelte».

E le Coppe? Ci sono alcune federazioni che “premono” per fare i cambiamenti già a gennaio
«Certo – conclude Paolo Barelli – sono quelle nazioni che hanno si e no 20 partite alla settimana. Ma di cosa stiamo parlando? Ne discuteremo in LEN, ma non credo sia una strada percorribile».

 

10 / 12/ 18

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