Dopo aver analizzato l'estate "al maschile" non si poteva ignorare quella al "femminile", che certamente non ha avuto momenti di gloria come in passato. Abbiamo ascoltato il parere di Pierluigi Formiconi, tecnico che con il Setterosa ha conquistato l'oro Olimpico, e poi Mondiali ed Europei, Mario Sinatra, che dal 1993 ha disputato 40 finali under salendo ben 33 volte sul podio vincendone 12 (mai nessuno come lui) e Antonella Di Giacinto, indimenticata campionessa della nazionale. Le conclusioni di Fabio Conti, attuale Ct del Setterosa.

Il bilancio complessivo azzurro di questa estate è di segno negativo. Che sia un segnale d’allarme?

Pierluigi Formiconi
Sicuramente il segnale c'è. Quando l'Italia esce dalle prime quattro il segnale è negativo. Ci sono stati già tanti discorsi in merito: ma le parole contano poco, nello sport contano i fatti . Non si può giustificare una sconfitta solo perchè il gol è arrivato all'ultimo o le circostanze sono state avverse.

Mario Sinatra
Forse più da un punto di vista organizzativo. Non essendo presente non posso giudicare, ma a livello giovanile le ragazze hanno fatto un lungo periodo di allenamento solo con il preparatore atletico, massimo rispetto per lui, ma non credo che un mondiale si possa preparare senza amichevoli. La materia umana c'è: ci sono tante ragazze con cui lavorare, che s'impegnano. Bisognerebbe organizzarsi meglio.

Antonella Di Giacinto
Non deve essere un alibi, ma è l'inizio del nuovo quadriennio olimpico. Il Setterosa ha perso Tania che era la trascinatrice della squadra, ed era inevitabile un contraccolpo. Certo è stata un'estate poco produttiva specie con le giovanili, ma i cambiamenti si pagano. Bisogna, credo, aspettare per capire se è un normale ciclo di preparazione o c'è qualcosa di più su cui dover lavorare.

I giovani giù dal podio sono quelli che preoccupano di più. Bisogna cambiare strategie a livello di club e di nazionali giovanili?

Pierluigi Formiconi

Con la mia società (la SIS Roma, ndc) lavoriamo molto con il settore giovanile. Ed abbiamo buoni risultati. Vedo anche qualche altra società che s'impegna con il settore giovanile e ottiene ottimi risultati. A livello di nazionali non so che dire. I tecnici federali sono sempre gli stessi da anni. Evidentemente non ha molta importanza andare bene o male. Nello sport contano i risultati: forse sarebbe il caso di guardarsi intorno. Ricordiamoci che siamo l'Italia. Sono gli altri che devono temerci, non il contrario.

Mario Sinatra
Senza dubbio i club devono avere il coraggio di investire di più sui settori giovanili. Oggi in Italia sono poche le società che lo fanno. A livello di nazionale non si va avanti per meritocrazia. Ci sono ragazze che al mondiale non hanno toccato acqua, pur giocando nei loro club ad alti livelli. E' solo questione di organizzazione, non è pensabile che un solo tecnico sieda sulla panchina del Setterosa (come vice del CT, ndc), sulle panchine di due nazionali giovanili e per giunta sia allenatore di una squadra di club maschile di serie A1 (Paolo Zizza, ndc). Con tutta la stima che ho per lui ma la giornata è di 24 ore per lui come per tutti gli altri. Come mai nella maschile c'è un tecnico per ogni nazionale giovanile? Qualcuno dice che noi tecnici non andiamo a vedere gli eventi, ma durante il campionato quali tecnici federali, Fabio Conti a parte, vengono a vedere le partite di campionato?

Antonella Di Giacinto
I club si lamentano di non avere risorse economiche, ma allo stesso tempo ci sono altri che viaggiano forte, con grandi risultati. Le società dovrebbero maggiormente impegnarsi su un lavoro tecnico - tattico, quindi l'investimento va fatto sugli allenatori. Comunque credo sia un fatto ciclico, basta guardarsi indietro. E, puntando tutto su un lavoro quadriennale, il rilassarsi ben venga adesso che siamo all'inizio del quadriennio, e non più avanti. Sono convinta che, anche senza risultati, potremmo avere la possibilità di lavorare meglio.

La conclusione di Fabio Conti
Credo che quando ci sono risultati negativi, quando non si sta nei primi quattro posti, c'è sempre bisogno di un momento di riflessione. Le valutazioni si fanno sempre dopo ogni manifestazione, e tutto il settore, per abitudine, l'analisi la fa sempre alla chiusura della stagione. A livello di prima squadra certamente dobbiamo aggiustare alcune cose sopratutto dopo l'uscita di scena di Di Mario e Frassinetti, ma sotto certi aspetti devo dire che sono soddisfatto.
A livello giovanile siamo usciti in due competizione ai quarti con squadre che poi sono arrivate in fondo ai tornei. Questo segnale di allarme non lo diamo ora: è già da tempo che stiamo lavorando a tappeto alla ricerca di determinate caratteristiche delle atlete. Certo dovremmo intensificare i rapporti con le società alla ricerca di scambi didattici. In pratica quello di buono che è stato fatto va amplificato, quello che non ha funzionato va studiato con attenzione.

 

05 / 10/ 17