Montenegro-Italia 17-18 (dtr)
Montenegro: Kandic, Brguljan 2, Perkovic 1, Petkovic 1, Cuckovic, Popadic 1, Vidovic, Ukropina 2, Ivocic 6 (4R), Spaic 1, Matkovic, Banicevic.
All. Vladimir Gojkovic.
Italia: Nicosia, Di Fulvio 4, Luongo, Figlioli, Presciutti 1, Velotto 5, Renzuto 2, Echenique, Figari, Bodegas 1, Aicardi 1, Dolce.
All. Sandro Campagna.
Arbitri: Dervieu (FRA), Salnichenko (KAZ)
Parziali: 2-3, 5-4, 4-5, 3-2. Penalty: 3-4
Note: nessuno uscito per limite di falli. Superiorità num. Montenegro 4/9 + 4 rigori, 3/6. Tiri di rigore: Ivovic gol, Figlioli gol, Matkovic gol, Renzuto gol, Vidovic alto, Presciutti gol, Cuckovic gol, Aicardi parato, Perkovic palo, Di Fulvio gol.

Non è bastato un Leka Ivovic in gran spolvero al Montenegro per agguantare il settimo posto in questa Olimpiade che sarà ricordata dagli annali come una delle peggiori debacle  della nazionale azzurra, favorita alla vigilia (forse troppo pompata?) ma spenta lentamente durante il torneo. C’è stata una leggera inversione di tendenza in questa ultima partita del torneo Olimpico: in avanti il Settebello è stato più incisivo, mentre ha abbassato la guardia in difesa, fino ad oggi forse l’unico reparto che aveva tenuto discretamente.
Campagna ha schierato fra i pali Nicosia, lasciando a riposo Del Lungo: e il giovane portiere del Telimar ha fatto abbastanza bene la sua parte, anche se a volte è stato poco sostenuto dalla difesa.

Fin dalle prime battute il match sembra sorridere agli azzurri, abbastanza spigliati in avanti, ma le controfughe degli Ajkula non danno tregua alla difesa del Settebello che sembra faticare più del dovuto. Si arriva così a metà gara con le due squadre in perfetta parità, grazie alla bomba di Di Fulvio che annulla il risicato vantaggio degli avversari.
Ad inizio del terzo quarto sono ancora i montenegrini a passare in vantaggio, ma bisogna sottolineare che in un paio di occasioni è Nicosia a tenere a galla il Settebello: la reazione azzurra arriva con il bomber di giornata, Alessandro Velotto, che infila ripetutamente (alla fine saranno ben 5 le reti segnate) un Kandic decisamente in giornata storta, facendo ben sperare per la vittoria finale.
Come sempre, però, gli imprevisti sono dietro l’angolo: ad inizio dell’ultimo tempo Sandro Campagna regala un cinque metri al Montenegro per aver schiacciato inavvertitamente il pulsante del time out, Ivovic ringrazia e non sbaglia e trova il pareggio (12-12). Il Settebello fa quadrato e si porta sul doppio vantaggio (Presciutti e Renzuto) difendendo anche in modo egregio la porta di Nicosia.

Tutto e il contrario di tutto nei minuti finali: accorcia il Montenegro su penalty, Nicosia compie un vero e proprio miracolo su Ivovic, ma l’errore di Di Fulvio che perde palla regala agli Ajkula il pareggio.
Quindi i rigori, e la vittoria azzurra. Si chiude al settimo posto. Un epilogo Olimpico inaspettato, ma che rispecchia una squadra che ha mostrato troppe sbavature, forse dovute anche ad una preparazione non consona, ed ad una stagione certamente non semplice per tutto il movimento.

Lunga la disamina del ct Campagna:«La partita era da vincere già nei tempi regolamentari. C'è stato più ordine in attacco, seppur l'intensità non fosse altissima. Del resto si affrontavano due squadre che ambivano a conquistare una medaglia nella finale per il settimo posto, alle 9:30 del mattino, quindi con motivazioni che non potevano essere al 100%. Ho chiesto ai giocatori di finire bene e loro hanno disputato una partita dignitosa. All'interno del nostro staff già abbiamo cominciato a fare delle analisi, anche se poi approfondiremo con maggiore calma e a mente fredda tutto ciò che è avvenuto. Sarà importante trarre delle conclusioni non in maniera superficiale, perché siamo in contesto di un anno e mezzo di pandemia, di non regolarità che abbiamo tutti affrontato per la prima volta. C'è chi ha reso di più e chi meno delle aspettative. Quindi bisognerà capire se sono stati compiuti degli errori, come e quali, in maniera costruttiva. Questa analisi la dovranno fare in un'ottica di crescita anche i giocatori per comprendere cosa hanno fatto bene e cosa hanno fatto male. Un'Olimpiade così fa male, c'è grande delusione, ma può essere un trampolino di lancio per una rinascita immediata. Sono stati cinque anni durante i quali abbiamo dato corpo a un ricambio di generazione; nei primi due anni avremmo anche potuto prendere una medaglia europea per il famoso gol/non gol di Figlioli che con le tecnologie di oggi avrebbero convalidato. Nel 2019 abbiamo conquistato il titolo mondiale. Nel contempo abbiamo anche creato delle basi per un miniricambio che probabilmente ci sarà. Già all'interno della selezione che ci è stata in avvicinamento alle Olimpiadi ci sono dei giocatori che avranno più spazio e analizzeremo anche la crescita dell'under 20 formata da una generazione interessante che può affacciarsi alla nazionale maggiore».

Nella foto Deepbluemedia
Alessandro Velotto

08 / 08/ 21