Qualche lacrima, molta tristezza ed avvilimento. Così gli azzurri a bordo vasca dopo la sconfitta, bruciante, con la Serbia.
I collegiali a Siracusa, gli incontri pre olimpici a cosa sono serviti?
Lo scorso campionato di A1 è stato programmato proprio in funzione dell’Olimpiade, oggi cosa succederà? Tutto è naufragato contro la Serbia.
E ricordiamo che a Gwangju proprio i plavi si sono presentati con una nazionale inedita, senza pezzi da novanta, così come l’Ungheria era priva di atleti del calibro di Denes Varga.

«Il più grande rammarico è quello di non aver fatto la partita che avevamo preparato – dichiara Sandro Campagna-. Avevo visto i ragazzi molto sereni prima della gara. Non mi aspettavo una partenza del genere. Ci siamo trovati sotto inaspettatamente e non per il volume di gioco espresso da Serbia e Italia. Noi abbiamo prodotto molto e sbagliato molto, soprattutto molti tiri tra la fine del primo e secondo tempo e abbiamo sbandato un po' in difesa, prendendo quattro gol a uomini pari, che non è da noi. Non siamo riusciti a cambiare la partita. Nel terzo tempo abbiamo avuto la possibilità di riprenderla, nonostante ci fosse un divario di cinque gol. Anche in quelle occasioni abbiamo sbagliato e il loro portiere si è esaltato. Con i tiri dai quattro/cinque metri potevamo fare almeno due/tre gol per poter finire il terzo tempo più vicini nel punteggio. Ma i nostri tiri non erano di grande qualità».



Per Pietro Figlioli, capitano azzurro, è stata l’ultima Olimpiade:«Abbiamo lavorato tanto per arrivare a giocare questo tipo di partite. Eravamo pronti sotto tutti i punti di vista. Sapevamo bene che sarebbe stata una partita impegnativa ma abbiamo commesso troppi errori. La Serbia ha meritato di vincere».

Anche per Matteo Aicardi, centro boa azzurro, la carriera olimpica termina a Tokyo, per l’incalzare inesorabile dell’anagrafe:«Peccato per le tante occasioni spracate. Sapevamo che con loro avremmo dovuto dare il 150% per vincere. Ci aspettavamo questo tipo di partita ma speravamo di affrontarla molto meglio. La pallanuoto è tra i pochi sport al mondo in cui ci sono almeno otto squadre fortissime. Noi abbiamo affrontato la più forte di tutte nei quarti, se fosse capitato in semifinale forse sarebbe stato diverso, ma se vuoi vincere l'oro devi vincerle tutte comunque. Le prossime due partite che ci aspettano ci serviranno per andare via con un po' di amaro in meno».   







 
04 / 08/ 21