Nella foto Figlioli

La pallanuoto è quello sport che si gioca in piscina 7 contro 7 e alla fine dei quattro tempi vince sempre.. la Serbia. Almeno da due anni a questa parte. Dejan Savic ci conosce molto bene, soprattutto si ricorda ancora meglio che cosa accade a lui e ai suoi compagni a Shangai2011  in finale e a Londra 2012 nella semifinale, quindi catechizza a dovere i suoi, lascia in panchina Goiko Pjetlovic, affida i pali al più giovane Mitrovic (si fa per dire 31 anni contro 33) e scioglie le briglie ai suoi uomini migliori, come Prlainovic, sin qui irriconoscibile, forse dolorante, forse risparmiato per le gare che contano veramente e come i due centroboa Nikic e Dusko Pjetlovic che erano dati per latitanti nelle prime cinque gare dei plavi. Fatto sta che per un tempo e mezzo siamo presi a pallonate, tre gol nel primo quarto, altri tre sino a metà del secondo. Un umiliante 6-0 che fa scattare qualcosa nella testa degli azzurri e soprattuto nella mente di Campagna: chiama fuori Tempesti, mette dentro Del Lungo, una mossa pesantissima perché è un implicita bocciatura del monumentale portiere che negli ultimi dieci anni ci ha portato a medaglie pesanti e pesantissime, ma è un avvertimento per tutti gli altri e soprattuto è una mossa che funziona. Dopo 14.08 dal fischio d'inizio riusciamo finalmente a superare Mitrovic, con un siluro di Gallo e sulla chiusura della frazione raddoppiamo con Velotto che realizza in più. Le cifre restano negative, abbiamo sbagliato le prime 7 superiorità mentre la Serbia ne ha fatto 4 su 4. Ci ha danneggiato anche l'approssimativo signor Flahive, accostato non si sa sino a che punto artatamente all'esperto Stavridis: sull'uno a zero Gallo realizza con una perfetta palomba dai 5 metri ma l'austrialiano aveva appena fischiato un'espulsione a nostro favore, in maniera intempestiva come minimo. La Serbia dopo aver spinto e sciorinato una pallanuoto quasi perfetta, cambia volto e gioca con il freno a mano in avanti, ma con la clava tra le mani a protezione della sua porta. L'Italia è finalmente brava in inferiorità, ne neutralizza due ma casca alla terza, con grande sfortuna perché la cannonata di Filipovic arriva smorzata a Nikic che con una beduina "in flash" buca l'esterefatto Figlioli e a seguire l'incolpevole Del Lungo. Siamo di nuovo indietro di cinque reti, le proviamo tutte, a uomini pari riusciamo attaccando dagli esterni almeno a costringere i nostri avversari a commettere falli gravi. Il guaio è che di 4 superiorità non ne concretizziamo neppure una, loro difendono come diavoli, noi abbiamo tutti il braccino e qualcuno pure le...gambine. Escono Prlainovic e Randelovic per limiti di falli, il conto della superiorità è doppio in nostro favore, però mancano solo 8 minuti e, siamo onesti, bisognerebbe che gli uomini di Savic si legassero una mano per consentirci di rimontare. Infatti segniamo subito con Christian Presciutti, ma la Serbia replica con una conclusione satellitare, nel senso che è fuori dall'orbita dei nostri, compresi Del Lungo che vedono solo passare la sassata scagliata da 8 metri. Oramai la sentenza è scritta. Si fa dell'accademia: Jaksic, Velotto (da centroboa, mossa delle disperazione, forse la palla non era neppure entrata), Figlioli, Mandic, C. Presciutti, Gallo vanno in gol, si sta lottando per la classifica cannonieri. Savic fa finta di arrabbiarsi, prende un giallo, sotto i baffi (che si è tagliato) se la ride, sa che non c'è più tempo per gli azzurri. Campagna si tocca gli occhiali, vorrebbe avere 20 anni di meno e si getterebbe in acqua per far vedere ai suoi ragazzi come si lotta. Invece siamo nel 2016, nell'era degli slavi pigliatutto. <Sono dispiaciuto per la partenza, quando ci siamo svegliato loro erano sei gol avanti. Per la prima volta i miei non hanno fatto quanto avevamo pianificato. Peccato, perché questa Serbia, a differenza di quella che un anno fa ai Mondiali ci asfaltò, non era certo imprendibile. Ora resettiamo, tra due giorni c'e una sfida con il Montenegro e una medaglia di bronzo da conquistare. Loro giocheranno come la Serbia, noi dovremo essere assai diversi rispetto a stasera...> 

Italia-Serbia 10-8

Italia: Tempesti, Di Fulvio, Gitto, Figlioli 1, Fondelli, Velotto 2, Nora, Gallo 2, C. Presciutti 2, Bodegas 1, Aicardi, N. Presciutti, Del Lungo.
All. Alessandro Campagna
Serbia: B. Mitrovic , Mandic 1, Gocic, Randelovic, Cuk, D. Pjetlovic 1, Nikic 2, Aleksic, Jaksic 1, Filipovic 2, Prlainovic 2, S. Mitrovic 1, G. Pjetlovic .
All. Dejan Savic
Arbitri: Flahive (AUS), Stavridis (GRE).
Parziali: 0-3, 2-3, 0-1, 5-3 .
Note: usciti per limite di falli nel III tempo Prlainovic(S), Randelovic(S), nel IV Gitto(I), Aleksic(S). Superiorità num. Italia 4/15; Serbia 6/11.  In porta per l'Italia Del Lungo a 4.17 del secondo tempo.  Ammonitio per proteste nel II tempo Campagna,  nel IV Savic. Spettatori 5000 circa

 

Nella foto Figlioli che solo nel quarto tempo ha dato il suo solito contributo

18 / 08/ 16