Italia - USA 6-7
Italia: Del Lungo, Di Fulvio, Luongo, Figlioli 2, N.Presciutti 1, Velotto, Renzuto 2, Echenique, Figari, Bodegas 1, Aicardi, Dolce.
All. Sandro Campagna.
USA: Holland, Hooper 2, M.Vavic, Obert 1, Daube, Cupido, Hallock, Woodhead 1, Bowen 3 (1R), Stevenson, Irving, Wolf.
All. Dejan Udovicic.
Arbitri: Buch (ESP), Dervieux (FRA)
Parziali: 2-2, 1-3, 2-0, 1-2.
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Irving (U), Woodhead (U), Bowen (U). Nel IV tempo Holland (U) para un tiro di rigore a Di Fulvio. Superiorità num. Italia 3/16, USA Uniti 3/10.

E adesso l’Italia, con questa meritata sconfitta, si giocherà il settimo posto. E ricordiamo gli azzurri sono i campioni del mondo in carica. Ma certamente qualcosa non ha funzionato: non da oggi, però, dall’inizio del torneo.
Oggi si è vista una nazionale delusa, scaricata, senza grinta, soccombere alla gran voglia degli americani di
fare bene. E bene hanno fatto, mettendo alle corde gli azzurri che solo in piccole circostanze sono riusciti a contenerli.

I numeri “uno” del Settebello sono scomparsi: c’è il miglior giocatore al mondo, premiato, ma non si è visto, c’è una coppia di centri che definirli evanescenti è un complimento, c’è un gioco di squadra pressochè inesistente culminato in molti passaggi totalmente fuori misura.
Già il gioco di squadra: e non si venga a dire adesso che la squadra non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare. Forse chi è al timone un esame di coscienza dovrebbe farselo. I collegiali infiniti, lottando anche contro le regole imposte dal covid, a cosa sono serviti?
Seguendo questo torneo olimpico si direbbe che il team azzurro sia andato a Tokyo più per le tante belle dichiarazioni della vigilia, che per quello che hanno fatto. Solo Sud Africa, Giappone e USA sono stati superati in doppia cifra. Le più temibili del girone preliminare, Ungheria e Grecia, sono state  agguantate in zona Cesarini.
Si è forse rotto il giocattolo? Si sono incrinati i rapporti nella squadra, fra la squadra e il ct?
Un po' poco a dirla tutta per chi voleva puntare in alto, ma ora emergono chiaramente alibi di carta.

L’uomo in più non ha quasi mai funzionato, certamente non per colpa dei sette in vasca, ma forse per un errore di costruzione di un gioco che è risultato scontato e prevedibile. Certamente tiri sbilenchi a concludere i 20” di superiorità se ne sono visti, ma si è anche notato tanto smarrimento: il pallone sembrava scottare nelle mani di giocatori smarriti, cercando uno schema non ripetitivo e dunque non conosciuto.
Un fallimento non annunciato che oggi brucia tantissimo, ma dove porterà? Forse sono state sbagliate anche le convocazioni? Il ct Campagna parla di un ritorno alla pallanuoto di 40 anni fa: un alibi che lascia il tempo che trova, in quanto il grande timoniere del Settebello non può nascondersi dietro ad errori marchiani che già durante la preparazione dovevano essere evidenziati e corretti.

LA GARA
Come nelle altre partire il Settebello prova la rimonta: a metà gara gli azzurri sono sotto di tre reti, 2-5.
La rete di Renzuto, trova il 5-5, quindi accende una piccola fiamma di speranza di arrivare in fondo davanti agli USA.
Ma non basterà. Non basta l'ennesima rimonta del torneo. E’ Di Fulvio a sbagliare il possibile 7-6 scagliando sulla testa di Holland un cinque metri. Segnale evidente di uno stato di forma molto precario. Mancavano solo 2’ dall’ultima sirena e probabilmente, anche se erano un’eternità, la difesa avrebbe retto, visto che da metà gara in poi era riuscita a contenere abbastanza bene gli attacchi dei giocatori a stelle e strisce. Sugli scudi ancora Nicholas Presciutti, fino a questo punto del orneo Olimppico il migliore degli azzurri.
Ironia della sorte, Hooper ad 1’35” dal termine sorprende Del Lungo (anche oggi a corrente alternata) e chiude il match con una vittoria che visto l’andamento globale della gara non è apparsa inaspettata.

«E' la partita che rappresenta il nostro percorso – sono le parole del ct Sandro Campagna a fine gara -. Poco incisivi in attacco e qualche errore in difesa. Queste sono partite che si vincono con pochi gol, come dimostra la semifinale Grecia-Ungheria. Bisogna stare attenti dietro e davanti devi tirare con forza e determinazione. In generale non si è vista una grande Olimpiade a livello di gioco, siamo tornati a 40 anni fa. Però sono importanti i solisti, gente a cui non trema la mano. In questi fondamentali non abbiamo giocato bene anche oggi».

Una disamina che non ci trova in sintonia, perché probabilmente qualche colpa di questa triste dèbacle lo vede coinvolto in cabina di regia.
 

06 / 08/ 21