La sezione classica della pallanuoto mondiale lancia verso le semifinali i quiriti di Campagna, respinti gli achei di Vlachos, restituita con gli interessi la sconfitta bruciante subita un anno fa a Kazan che costò agli azzurri la medaglia di bronzo. Adesso dovrà vedersela con l'Unione Panslava, visto che le altre tre sopravvissute ai quarti sono Serbia, che affronterà dopodomani alle 21,30, Croazia e Montenegro. Sarà dura, soprattutto bisogna capire se le tre corazzate varate dopo la frantumazione della  Jugoslavia, nei gironi eliminatori non hanno brillato per difetti congeniti o per una astuta tattica conservativa. Sicuramente noi non ci siamo risparmiati, anche stasera contro l'equipe ellenica abbiamo offerto una prestazione al top. Nel primo tempo siamo stati ordinati in attacco - abbiamo centrato due volte il bersaglio, con Figlioli (in più) e Di Fulvio (alzo e tiro ai 5 metri) -  superlativi in difesa: sfruttando la mancanza di mancini tra i nostri avversari usiamo il pressing in avvio e chiudiamo i 30" in zona emme (esterni abbandonati al loro destino...), sbilanciandoci sui tiratori, presto ridotti al silenzio o al tiro alla "speraindio".  Funziona tutto davanti a Tempesti, tornato sui suoi livelli, ossia tra le stelle. Decisiva una sua parata su Fontulis lanciato in controfuga.   Il copione rimane immutato nel secondo quarto: la Grecia non riesce a raccapezzarsi, si disunisce, Nora porta a tre le reti azzurre (Flegkas ha non poche colpe). Solo dopo 11'23" dal fischio d'inizio Mourikis riesce a scagliare una palla alle spalle di Tempesti, sfruttando una doppia superiorità numerica. I due arbitri non ci sono ostili, stoppano i tentativi di gioco duro degli avversari e "vedono" le espulsioni. Così Aicardi ci riporta tre gol avanti, chiudendo sul palo una azione in superiorità. La Grecia pareggia, almeno il tempo, ancora con Mourikis, meglio come cecchino che come centroboa.   Nel terzo tempo rallentiamo ad arte le operazioni, in avanti sprechiamo qualcosa, ma non importa perché creiamo un bunker che le bombe biancocelesti neppure scalfiscono. A un minuto dalla fine del quarto, Figlioli torna a segnare, una folgore a piegare la difesa a cinque, e lì affondiamo la galera ellenica, a seguire Gitto prende in contropiede il frastornato con un proietto dalla lunga distanza. In 27' minuti abbiamo concesso tre reti, nessuna a uomini pari, una in doppia inferiorità.  Abbiamo il controllo del match e lo chiudiamo senza dover attendere la sirena, Christian Presciutti e Aicardi quadrellano, le risposte di Fountoulis e Vlakopoulos servono solo a non perdere di vista l'agile vascello azzurro che comunque veleggia tranquillo verso la semifinale.  E a 26 secondi ci concediamo pure la controfuga vincente con Figlioli.   Il momento della verità sta per arrivare: giovedì sera avremo di fronte il peggio del peggio che ci potesse capitare, la Serbia, la squadra che negli ultimi due anni ha sempre e solo vinto, dagli Europei ai Mondiali, passando per la World League. Loro sono favoriti, lo erano anche nella finale di cinque anni fa ai Mondiali di Cina. Andatevi a vedere come finì e incrociate le dita. 

Grecia-Italia 5-9

Grecia: Flegkas, Mylonakis, Dervisis, Genidounias, Fountoulis 2, Pontikeas, Afroudakis, Delakas, Mourikis 2, Kolomvos, Gounas, Vlachopoulos 1, Galanopoulos.
All. Theodoros Vlachos
Italia: Tempesti, Di Fulvio 1, Gitto 1, Figlioli 3, Fondelli, Velotto, Nora 1, Gallo, C. Presciutti 1, Bodegas, Aicardi 2, N. Presciutti, Del Lungo.
All. Sandro  Campagna
Arbitri: Margeta, Naumov
Parziali: 0-2,  2-2,  1-2,  2-3.
Note: uscito per limite falli nel III tempo Delvisis(G), nel IV Delakas(G), Gitto(I). Superiorità num. Grecia 5/12, Italia 4/8. Spettatori 3000 circa. 

Nella foto GMT Mezzelani, time out Italia

16 / 08/ 16