I cambiamenti imposti dalla FINA sono da sempre oggetto di dibattito di addetti ai lavori, mai da parte di chi li subisce. Dopo la Final Eight di Europa Cup, dopo le manifestazioni disputate negli altri continenti, waterpoloitaly vuole far conoscere pareri e critiche proprio da coloro che hanno dovuto applicare queste “nuove regole”: i giocatori.
Iniziamo con Alexander “Leka” Ivovic, nazionale del Montenegro, nonchè difensore della Pro Recco.

Dopo la parentesi di Europa Cup, dove sono state applicate le nuove regole, ora torna in campionato con le vecchie. Che differenza sta provando nel suo modo di giocare?
Credo che ci vorrà ancora tempo per adattarsi. Anche perché certe norme non sono ancora chiare, mentre altre mi sono piaciute. In attacco, per esempio, il giocatore ha nuovi vantaggi rispetto al difensore, sopratutto quando si mette davanti, specie nei sei metri, quando ha la palla in mano nessuno lo può più toccare. Quindi o va in gol o si procura un penalty. Invece il problema che ho riscontrato è quando si gioca in superiorità: venti secondi sono pochi, quindi bisogna subito schierarsi, diversamente si perde l’occasione. Ed in questo siamo rimasti ancorati al “vecchio” modo di giocare. In Europa Cup è successo che non siamo riusciti ad andare al tiro in diverse occasioni. E poi, non certamente come ultima cosa, bisogna avere una preparazione fisica eccellente.

Lei parla della “caccia al rigore”: più furbetti e meno gioco in vasca?
Penso che sia un’affermazione giusta: l’attaccante infatti quando si trova nei sei metri se non riesce ad andare al tiro, non deve fare altro che aspettare di essere colpito dal suo marcatore per conquistare il penalty. Il problema a questo punto è di chi deve fischiare: da quanto ho visto a Zagabria anche gli arbitri ogni tanto si sono persi. Il problema di adattarsi sussiste anche per loro.  Mi auguro che nel giudicare queste situazioni si trovi una via di mezzo, ossia cercando di interpretare se l’attaccante aveva veramente possibilità di tirare o aspetta solo di ricevere il fallo per avere il penalty.

Lei fondamentalmente è un difensore. Che problematiche dovrà affrontare?
L’unica cosa che mi lascia perplesso è il controfallo del centro, che non viene fischiato subito: la direttiva indica che deve essere fischiato solo quando gli arriva il pallone. Allora se il pallone non arriva e l’arbitro non fischia il difensore corre il rischio di perdere la posizione.

20 / 04/ 19