I cambiamenti imposti dalla FINA sono da sempre oggetto di dibattito di addetti ai lavori, mai da parte di chi li subisce. Dopo la Final Eight di Europa Cup, dopo le manifestazioni disputate negli altri continenti, waterpoloitaly vuole far conoscere pareri e critiche proprio da coloro che hanno dovuto applicare queste “nuove regole”: i giocatori.
Maro Jokovic, mancino dello Jug Dubrovnik e della nazionale croata, oro Olimpico, mondiale ed europeo, è uno dei giocatori di spicco della pallanuoto croata.

Che cosa pensa di queste nuove regole che ha dovuto sperimentare nella Final Eight di Europa Cup?
Credo che in generale il cambiamento porti ad un gioco più veloce, più interessante e più facile da capire. Trovo che giocare l’uomo in più sia diventato più interessante da interpretare, più veloce nel tiro. Però ci sono anche alcuni aspetti che non condivido. Troppe espulsioni. Se ragioniamo in chiave Olimpica, cioè con 11 giocatori in squadra, quello che è successo a noi nella prima gara di Europa Cup a Zagabria, contro la Grecia, è emblematico: abbiamo finito con cinque giocatori gravati di tre falli.

Lei è un attaccante quindi fa della velocità una sua arma. Pensa che il pubblico apprezzerà nel vedere le partite scivolare via con più facilità?
Credo di si. Credo sopratutto che quest’aumento di velocità giovi a chi non è molto tecnico. Americani ed australiani sono molto veloci nel nuoto e penso avranno un vantaggio in più. Certo che dovendo giocare circa cento partite in una stagione penso sia fisicamente più difficile e potrebbe accadere che il gioco ne risenta, offrendo anche spettacoli non di altissimo livello.

Secondo lei si può verificare quello che abbiamo chiamato “caccia al rigore”, ossia che gli attaccanti cerchino a tutti i costi di farsi fischiare il penalty?
Questa è una regola che, se da una parte aiuta noi attaccanti, dall’altra penalizza troppo i difensori. E’ un discorso un po' complicato perché coinvolge anche chi deve fischiare. Con questo regolamento, nella finali di Europa Cup, si sarà notato che il gioco a pressing è molto diminuito. Ed è chiaro che giocando a zona, l’arbitro focalizza la posizione del difensore in marcatura sui due metri. Così come focalizza la posizione degli attaccanti nei sei metri: l’arbitro fischia solo questo e credo sia sbagliato. Ecco perché ci sono tanti rigori. Non è un gioco interessante per noi in acqua ma sopratutto per chi assiste alle partite. Saranno penalizzati i difensori più bravi perché non sarà facile per loro marcare come prima. Come posso difendere se devono tenere alte le braccia? Ripeto è un problema che coinvolge sia noi giocatori che chi deve fischiare questi falli. E non sarà facile avere gli stessi metri di giudizio.

24 / 04/ 19

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