I cambiamenti imposti dalla FINA sono da sempre oggetto di dibattito di addetti ai lavori, mai da parte di chi li subisce. Dopo la Final Eight di Europa Cup, dopo le manifestazioni disputate negli altri continenti, waterpoloitaly vuole far conoscere pareri e critiche proprio da coloro che hanno dovuto applicare queste “nuove regole”: i giocatori.

E’ il mancino più forte al mondo: due titoli mondiali e cinque europei oltre ad un oro e due bronzi Olimpici, due Coppe del Mondo, nove World League e un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2009. Questa la presentazione per Filip Filipovic, attaccante della Pro Recco e della nazionale serba. Di tutti i campioni che abbiamo fin qui intervistato, Filipovic è l’unico ad andare contro corrente.

Cosa pensa, dopo averle provate, di queste nuove regole?
A parte qualche cambiamento di “cosmesi” come dico io, il gioco è diverso solo nella fase di attacco. Il tiro da sei metri? Visti pochi, perché sono fischiati poco. Il fallo battuto con palla in movimento? Pressochè impossibile perché hai sempre l’avversario addosso, quindi non hai alcun vantaggio e non puoi esprimere nessuna qualità individuale.  Il gioco è cambiato invece solo nella fase di attacco: dare il vantaggio all’attaccante quando è davanti al difensore nei sei metri mi lascia perplesso perché si dà troppo beneficio a chi è in questa fase di gioco.

In pratica crede che, per chi guarda, il gioco sia peggiorato?
Secondo me non è un bel gioco, anche se dobbiamo ancora adattarci. Perchè in questo modo è meno determinante anche la qualità del difensore che non potrà più proteggersi come prima. Adesso qualsiasi attaccante, anche privo di agilità, se è davanti ed il difensore lo pressa, basta che lasci solo la palla e, anche se non fosse in condizione di concludere, viene fischiato il rigore. Credo che solo questa regola sia quella che abbia cambiato il nostro sport.

Per far crescere la pallanuoto secondo lei non bisognava cambiare le regole ma pensare ad altre azioni?
Senza dubbio. Penso che stiamo andando in una direzione sbagliata, nel senso che le vecchie regole andavano bene. Non mancava nulla. Con la mia nazionale, la Serbia, abbiamo vinto tutto. Così come anche altre nazionali. Non si pensi che essendo usciti male dalla Final Eight di Europa Cup la Serbia non sia in grado di metabolizzare queste regole: non c’eravamo molto con la testa, e non ci siamo applicati tanto. Credo che comunque saremmo in grado di adattarci subito. Siamo testimoni di cambiamenti che da circa quindici anni poco alla volta, hanno cambiato tante cose. Anche adesso ci adegueremo, ma non capisco il perché di questi cambiamenti. Mi sembra solo demagogia e basta. Credo che si debba puntare ad un marketing migliore, senza modificare i regolamenti. E poi ci vorrà anche del tempo per far capire al pubblico perché saranno assegnati certi rigori, perché ci saranno certi fischi degli arbitri.

Eppure queste regole sono state pensate a lungo dalla FINA
Nessuno della FINA ha mai convocato noi giocatori per chiedere come sia andata, cosa ne pensiamo, cosa abbiamo provato con questi cambiamenti. Non basta scrivere due righe senza sentire noi giocatori. Sarebbe un ottimo investimento, invece, coinvolgere i pallanuotisti delle varie nazionali, se ci fosse veramente la volontà di migliorare il nostro sport.

 

08 / 05/ 19

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