I cambiamenti imposti dalla FINA sono da sempre oggetto di dibattito di addetti ai lavori, mai da parte di chi li subisce. Dopo la Final Eight di Europa Cup, dopo le manifestazioni disputate negli altri continenti, waterpoloitaly vuole far conoscere pareri e critiche proprio da coloro che hanno dovuto applicare queste “nuove regole”: i giocatori.
Ecco come la vede Slobodan Soro, già numero uno della Serbia di Dejan Udovicic, e oggi portiere della nazionale brasiliana e della RN Savona,

Cosa ne pensa di queste nuove regole, lei che con il suo ruolo, si trova a dover subire con più libertà di prima gli attaccanti avversari?
Ho sperimentato queste nuove regole nella Coppa UANA torneo per le qualificazioni ai mondiali. Ci sono novità che mi piacciono, altre meno. Trovo sia più interessante battere il fallo fuori dai sei metri dove cade la palla, così come credo sia meglio giocare sulla ribattuta solo per venti secondi: c’è più aggressività, sia da parte dell’attacco che della difesa. Invece non capisco, ma siamo in molti a non capirlo, perché bisogna assegnare un tiro di rigore se si fallo nei sei metri.

Lo spauracchio del tiro di rigore dovrebbe concretizzarsi in un gioco più veloce. Non crede?
Non credo, perché ci sono momenti in cui il fischio arriva “facile” , quindi momenti in cui non si capisce. Non lo capiamo noi in vasca, figuriamoci il nostro pubblico: è difficilissimo per la gente comprendere cosa accade. E’ una regola molto difficile da capire.

Ma secondo lei “fischiare” il penalty è più facile per gli arbitri?
Per me loro non sono un problema. Non voglio pensare come un arbitro. Io sono in acqua! Il loro compito è di prepararsi bene, di fare bene il loro lavoro come noi facciamo il nostro. Credo, purtroppo, che a differenza di quanto accade in altri sport, i nostri arbitri non abbiano una preparazione adeguata al nostro gioco. E non mi riferisco tanto agli arbitri qui in Italia, ma sopratutto all’estero. Queste nuove regole hanno messo nelle mani degli arbitri un’arma molto forte: in frazioni di secondi devono prendere decisioni che alle volte o non si capiscono o sono sbagliate.

Alla resa dei conti queste regole giovano o no alla pallanuoto? La rendono più spettacolare?
Alle finali di Zagabria si sono viste partite con tanti gol, forse con più velocità. Ma non vedo grossi cambiamenti. Da sempre sono convinto che se si giocasse in piscine da 25 metri, il gioco sarebbe più attivo, più interessante sopratutto per gli spettatori.

 

20 / 04/ 19

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