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Il 31 dicembre del 2012 waterpoloweb salutò i suoi lettori. Una pausa di riflessione si scrisse. Oggi, 6 agosto 2016, giorno del debutto della pallanuoto a Rio, rieccoci on line. Con il nostro primo nome: waterpoloitaly.
Cosa'è cambiato dal 2012 ad oggi? Tanto. Quasi tutto in peggio. Sono cambiate formule, sono cambiati atleti, sono cambiate squadre, sono cambiati uomini (ma ahinoi non quelli che contano, sempre più datati!), sono in corso sperimentazioni regolamentari che basterebbe una conoscenza minima di questo sport o, perlomeno, il buonsenso per valutare velleitarie, inutili, costose e pure dannose. La pallanuoto, nonostante qualche sforzo fatto più da chi non è attore che dagli attori stessi, è sempre nell'angolino. In Italia, come in Europa, come nel mondo. Colpe? Tante, con l'aggravante di divisioni e incapacità di fare squadra, come dimostra in Italia la difficoltà che incontra chi tenta lodevolmente di riunire in un'associazione le società.
Sono nati diversi magazine on line, ed è un bene.
Ma sulla carta stampata all'impegno delle voci locali (a Genova, Napoli, Brescia ecc) fa stridente contrasto il disinteresse delle testate nazionali, sportive comprese, soprattutto per il campionato e salvo rare eccezioni.
Oggi ripartiamo, con un impegno innanzi tutto: pronti, come sempre è stata nostra peculiarità, a vigilare sulla corretta gestione di questo piccolo grande mondo. Sarà difficile, ma ci proveremo. Raccontando fatti, ma sempre con l'obiettivo di analizzarli, andare oltre la facciata, cioè sotto la superficie dell'acqua. Cercando di divertire e appassionare con eventi, storie, personaggi di questo magnifico sport, ma stimolando il dibattito e il confronto di idee. La squadra c'è, anche - lo diciamo con un pizzico di presunzione -, di quelle toste: Giornalisti che hanno vissuto e raccontato campionati e grandi eventi, sport in ogni declinazione. Crediamo ci sia spazio per questa nuova-vecchia voce. La pallanuoto è come una principessa, anzi un principe delle favole. Trasformata in rospo per un incantesimo che spesso è incuria. Nelle favole gli incantesimi si spezzano con l'amore. Vostro e nostro. Tocchera' ai nostri lettori, adesso, stimolarci e gratificarci con i loro click. Con la speranza che siano tanti e crescano con noi.

 

06 / 08/ 16

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